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Nicola è stato identificato. Disposta l’autopsia sul corpo del giovane, ripescato dalle acque della laguna di Venezia

Un parente ha riconosciuto il 22enne ripescato sabato sera. Il post della madre: “Non ci sono addii per noi, ovunque tu sia sarai sempre nel mio cuore”

VENEZIA. A identificare il ragazzo è stato un parente. Il corpo ripescato sabato sera all’altezza della darsena di Sant’Elena è quello di Nicola Marcato, 20 anni, di Murano, di cui la famiglia non aveva più notizie da giovedì sera quando era uscito per andare a pescare.

Da quanto si è appreso e a un primo sopralluogo cadaverico il corpo non presenterebbe segni che possono far pensare ad una morte violenta. Purtroppo la permanenza del cadavere in acqua, con queste temperature, ha complicato il lavoro del medico legale chiamato a verificare se sul corpo del ragazzo ci fossero segni che potessero far pensare a una morte violenta causata da altri. È una procedura che fa parte della prassi investigativa per escludere le varie liste possibili per spiegare la morte. Quindi fondamentale sarà l’autopsia che il sostituto procuratore di turno ha deciso di far svolgere sul corpo di Nicola.

Molti gli amici e i conoscenti che ieri hanno postato su Facebook un pensiero, un ricordo del ragazzo. Dall’amico che lo ha sentito giovedì per l’ultima volta alla sua ex professoressa. E la mamma che ha postato una frase di Mahatma Gandhi: «Non ci sono addii per noi. Ovunque tu sia, sarai sempre nel mio cuore».

Per il momento le ipotesi più accreditate sono la morte per annegamento in seguito ad una caduta in acqua o per sbattuto violentemente la testa contro qualche parte della barca. La caduta in acqua può essere stata causata dal passaggio di un’altra imbarcazione che ha provocato un’onda anomala mentre lui era in piedi. Per il momento sono solo congetture.

Le tracce di sangue trovate sull’imbarcazione sono collegate con la morte del ragazzo? Per poterlo dire bisogna intanto avere la certezza che quello rinvenuto sia sangue umano. Non è ancora stato fatto analizzare. Il mistero sulla scomparsa del ragazzo che lavorava nel panificio del padre è durato due giorni: da giovedì sera a sabato. Fin da venerdì mattina all’alba si era temuto il peggio. Infatti alle 5 era stato trovato il barchino del ragazzo che stava andando alla deriva all’altezza della fermata Actv della Celestia.

Pubblicato su La Nuova Venezia