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Il rombo delle auto sportive per l’addio ad Alessandro

Commosso saluto al 24enne morto in moto a Codissago. Gli amici hanno parcheggiato i mezzi in fila fuori dalla chiesa per accendere gli starter all’uscita

CAVALLINO. Un rombo di motori che ha ruggito come il dolore per la scomparsa prematura di Alessandro Chiaranda, il motociclista 24enne che se n’è andato dopo 5 giorni di coma dall’incidente in moto di due martedì fa a Longarone.

A organizzare il suo ultimo saluto a motori roboanti, i tanti amici presenti appassionati come lui di auto e moto tuning che hanno parcheggiato i loro 12 mezzi scintillanti, disposti a due file di sei, ognuna rivolta di fronte all’altra, sul sagrato della chiesa di Santa Maria Elisabetta, per accendere gli starter nel momento in cui il feretro ha lasciato la chiesa e lo sguardo dei presenti lo ha seguito mentre veniva trasportato dalle onoranze funebri Costantini verso la cremazione.

Caloroso ma al contempo rassegnato alla fine l’applauso, mentre papà Claudio, mamma Cinzia, il fratello Marco e tutti i parenti più stretti, venivano avvolti dall’abbraccio dei presenti che non hanno resistito a violare il distanziamento per dare conforto al nucleo famigliare colpito da una perdita così improvvisa e incolmabile.

La cerimonia officiata da don Fabio Miotto è stata molto toccante ma anche composta e rispettosa del dolore dei famigliari. Il sacerdote nella sua omelia ha impiegato parole di grande rispetto per questo 24enne che nella vita non si era risparmiato in quanto a disponibilità e generosità verso il prossimo.

«Quello che vediamo sparire è solo il suo corpo mortale» ha detto don Miotto «mentre Alessandro ora è da un’altra parte». Tutte le offerte ed eventuali acquisti di fiori sono stati devoluti in beneficenza donandoli alla causa dei volontari del soccorso della locale associazione della Croce Verde.

Fra gli aspetti che più ha commosso molti dei presenti soprattutto l’ultimo gesto di generosità autorizzato dai genitori di Alessandro che hanno autorizzato la procedura per l’espianto degli organi all’ospedale Ca’Foncello di Treviso. Una chiesa Santa Maria Elisabetta gremita di tanti residenti, di tante famiglie di Cavallino, molti letteralmente suoi vicini di casa, visto che l’abitazione dei Chiaranda si trova a poche centinaia di metri in via Ramo delle Saline.

Presenti anche i colleghi del noleggio barche elettriche e kayak “Laguniamo” attivo in piazza Santa Maria Elisabetta a Cavallino. Il dolore e il cordoglio di chi con lui aveva condiviso negli ultimi mesi il lavoro stagionale: uno staff molto coeso di ragazzi fra i 20 e i 30 anni che in questi mesi aveva imparato a conoscerlo per le sue qualità nella mansione di manutentore delle barche e factotum, si è unito ieri ai funerali allo sgomento di parenti ed amici del litorale.

Le cause dell’incidente sono ancora al vaglio dei carabinieri di Val di Zoldo, intervenuti per i rilievi di rito sul luogo dell’incidente lungo la provinciale 251 del Vajont, in località Codissago, frazione del comune di Longarone, assieme al personale sanitario del Suem 118 che aveva preso in carico il ferito, le cui condizioni sono appare subito gravi, dopo essere stato trovato da un automobilista di passaggio a terra in fin di vita con la moto distrutta contro il guardrail.

Pubblicato su La Nuova Venezia