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Grenfell Tower, folla commossa a San Stino per ricordare Marco e Gloria: “Confidiamo nella giustizia”

Nella chiesa di Santo Stefano si è celebrata la giornata della memoria dei morti giovani a distanza di cinque anni dal rogo di Londra dove persero la vita 72 persone. Ai primi banchi i genitori dei due ragazzi. 

SAN STINO. Per la prima volta i vigili del fuoco “accompagnano” la messa in suffragio di Marco e Gloria. Sono trascorsi 5 anni. C’erano infatti alcuni pompieri. È accaduto nella serata di oggi  quando si è celebrata, nella chiesa di Santo Stefano a San Stino di Livenza, la giornata della memoria dei morti giovani, una iniziativa all’esordio assoluto, nell’ambito delle iniziative per il quinto anniversario dell’incendio delle Grenfell Tower.

Quell’evento provocò la morte nel 2017 di 72 persone tra cui quelle di Marco Gottardi e Gloria Trevisan architetti formatisi allo Iuav di Venezia. “Siamo qui assieme a don Claudio di Camposampiero per affidare tutti i giovani morti e le vittime dimenticate. Le affidiamo al Signore - ha riferito don Alberto Arcicasa - invochiamo la misericordia di Dio”.

La messa a San Stino si è celebrata nella contemporaneità degli eventi organizzati a Londra per commemorare la tragedia tra cui una messa e una marcia silenziosa. In occasione del Giubileo di Platino della regina Elisabetta, per i 70 anni di regno, gli abitanti e le associazioni dei familiari delle vittime, hanno organizzato nei giorni di festa una tavolata per 72 persone con le sedie e i piatti non occupati e non utilizzati.

La tavolata era vuota ed era simbolica, allestita per invocare giustizia e ammonire la corona inglese a non dimenticare la tragedia. In chiesa a San Stino c’erano i pompieri del posto. Hanno portato i saluti del comandante metropolitano di Venezia, Longo. Già, pompieri che sono a Londra finiti sotto accusa per l’incendio ma che in Italia invece si preparano adeguatamente per affrontare eventi imprevedibili come il rogo di Londra.

Messa molto partecipata, anche per le altre vittime giovani della città. Ai primi banchi i genitori di Marco, Giannino e Daniela e quelli di Gloria ovvero Emanuela e Loris. Unitamente a quelli di molti altri.

Don Claudio Bosa ha letto il passo del Vangelo che raccontava il miracolo delle Nozze di Canaa di Galilea. “Questo - ricorda don Arcicasa - era il passo del Vangelo scelto nel giorno dei funerali di Marco, cinque anni fa. La luce ci permette di percorrere un sentiero che diventa più praticabile. Non c’è più il vino, non c’è più la festa. La perdita di un giovane è uno strappo come quelli che impediscono ai muscoli di fare i necessari movimenti. Si deve aspettare. Ed è qui che si rivela il Signore. E io sono sicuro, che lui ha agito in ciascuno di noi. Affinché possiamo intravvedere quella luce che ci permette di camminare. Il Signore darà quelle carezze che voi vorreste fare e fisicamente non potete fare. Attraverso Maria queste carezze giungono ai nostri ragazzi”.

La messa è proseguita fino ai ringraziamenti finali. “Ringraziamo don Alberto per la messa in ricordo - ha detto Giannino Gottardi - vedo tanti amici di Marco e Gloria. Sono ricordi indelebili. La tragedia delle Grenfell è un monito sulla sicurezza. Marco e Gloria erano bravi, onesti, capaci. Vogliamo siano fari in quei giovani che vogliono affermarsi. Grazie”.

Ogni anno che trascorre c’è sempre più gente in chiesa nella messa di anniversario. “Tante cose sono cambiate da quando voi siete stati uccisi - ha detto mamma Daniela Burigotto - e poi la fondazione che abbiamo creato e gli incontri con tanti ragazzi ci fanno pensare che la vostra morte non è inutile. Confidiamo che giustizia presto sia fatta. Grazie a tutti”.

Pubblicato su La Nuova Venezia