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Omicidio-suicidio. Gli ultimi istanti di vita di Lorena Puppo e il giallo dell’altra casa

Il delitto di Fossalta di Portogruaro, spunta la ricerca di un nuovo appartamento fatta dalla vittima. Parla la migliore amica: «Non si sravano separando»

FOSSALTA DI PORTOGRUARO. Dentro l'abitazione di Giuseppe Santarosa e Lorena Puppo c'era sangue dappertutto, molto probabilmente di lui. Lei è stata soffocata mentre stava dormendo. Svegliatasi di soprassalto, per la pressione fortissima del cuscino, ha tentato una difesa disperata, ma è stata sopraffatta dalla forza del compagno, che in pochi drammatici secondi l'ha uccisa.

Filtrano importanti indiscrezioni sul terribile delitto di venerdì scorso in via Roma a Fossalta di Portogruaro, ma per avere una conferma occorre attendere l'esito dell'autopsia, programmata oggi alle 10 nella cella mortuaria di via Friuli a Portogruaro. L'esame sarà eseguito dal medico legale Antonello Cirnelli, incaricato dalla procura di Pordenone, per chiarire la dinamica del delitto. Sono giorni tremendi, soprattutto per i parenti e gli amici della coppia.

L’indagine. L’assassino era ossessionato dalla gelosia

Ha fatto rumore la notizia secondo cui Lorena Puppo aveva cercato un appartamento, il mese prima del delitto, ufficialmente per una sua amica (la verità dai messaggi dei telefoni di entrambi, sequestrati). I parenti di Lorena sono convinti che la 50 enne non volesse separarsi dal compagno.

«Di sicuro non era un appartamento che cercava per trasferirsi da sola» dice il nipote Denny Valeri «mi sono confrontato anche con i parenti dello zio Giuseppe, e siamo convinti che sicuramente è scattato qualcosa nella sua testa. Ma che non centrano nulla gelosie o cose simili. Gli inquirenti stanno scavando e stanno setacciando lo stato d'animo dello zio prima del delitto, uno stato d'animo che, effettivamente, era turbato da chissà che cosa».

Chi conosceva davvero benissimo entrambi è Rosanna Chiandotto. La donna è titolare del Gruppo Pulicasa, ovvero la ditta di pulizie dove Lorena Puppo lavorava da tanti anni. «Non era solo una dipendente, Lorena era un'amica intima e ero amica anche di Giuseppe. Non è giusto giudicarlo per quello che ha fatto. In questo momento» dice la donna «preferirei che non si esprimessero giudizi».

Lorena e Giuseppe festeggiavano gli anni lo stesso giorno, il 29 gennaio: lui era del 1967, lei del 1972. «Era una delle date preferite dell'anno» continua Chiandotto «condividevano tutto. Si stavano separando? No, non posso crederci. Ero anch’io a conoscenza della ricerca di quell'appartamento. Erano entrambi grandi amanti di Vasco Rossi. Ci tornano in mente le parole del brano “Vivere”. Siamo tornati al lavoro con un pensiero per entrambi, ripensando a quelle note».

Per i funerali al momento non c'è un accordo tra le famiglie, che però potrebbe essere raggiunto dopo l'autopsia.

Pubblicato su La Nuova Venezia