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Il Porto di Venezia si ferma per la morte di Alessandro Zabeo

Blocco totale dell’attività al Porto di Venezia, chiuso per lutto per la morte del 33enne lavoratore interinale

MARGHERA. Il presidio ha preso il via alle 6.30 del mattino di martedì, poche ore dopo la diffusione della pessima notizia. «In porto è morto un ragazzo».

In un incidente sul lavoro ha trovato la morte Alessandro Zabeo, 33 anni di Camponogara. Una delegazione della nuova CLP è andata a trovare la famiglia per portare la solidarietà dei lavoratori portuali, incontrando mamma, papà e sorella del lavoratore che operava alla Vecon Spa, una delle aziende terminaliste del porto, con un contratto interinale dallo scorso mese di marzo.

In Porto il lavoratore aveva già lavorato nel 2014 per la nuova CLP. Il presidente Mauro Piazza spiega: «Al di là delle eventuali responsabilità che saranno individuate dalla magistratura, ribadiamo anche in questa circostanza come la tematica della sicurezza, tanto dei luoghi di lavoro quanto delle operazioni portuali, rappresenti per noi la massima priorità affinché tali tragedie non abbiano più a ripetersi». 

Alla fine di via del Commercio è in corso da martedì mattina il presidio dei lavoratori, perché quando «un compagno muore non si lavora». Il tema della sicurezza sul lavoro è di quelli sensibili tra i lavoratori del Porto. A Venezia da 14 anni non si verificava un infortunio mortale ma in queste ore non c’è nulla di cui vantarsi e rabbia e dolore hanno il sopravvento. Si sciopera oggi e si sciopererà ancora prossimamente. Al presidio in mattinata è arrivato Fulvio Lino Di Blasio, il presidente dell’Autorità portuale di Venezia per esprimere il cordoglio di tutto il Porto.

A lui sindacati e lavoratori hanno chiesto un vertice immediato sulla sicurezza sul lavoro e una richiesta di incontro sta partendo anche per discutere del tema, una emergenza nazionale, anche con il prefetto. Ma oggi è il giorno del dolore. 

«Il Porto è un luogo pericoloso. Sull’incidente sarà l’indagine a fare chiarezza. Ma serve intervenire subito prevedendo che non si possa lavorare da soli e che i nuovi lavoratori, meno esperti, siano affiancati per un lungo periodo ai colleghi più anziani perché la sicurezza non si impara solo con i corsi, che tutti fanno, ma anche con l’esperienza pratica. E poi servono maggiori garanzie di stipendio». Il problema anche al Porto di Venezia, tra nuova CLP e terminalisti, è la carenza di personale che porta al ricorso al lavoro interinale. L’ultimo bando per assunzioni alla Compagnia è andato deserto. «Un interinale se lavora 23 giorni porta a casa 1.200 euro ma se le chiamate si riducono a meno di 20 porta a casa uno stipendio di 800 euro. Troppo poco e per un lavoro così duro conviene stare in divano con il reddito di cittadinanza», dicono alcuni portuali veneziani. Al presidio è arrivata anche Monica Sambo, segretaria del Pd cittadino, assieme al padre, pensionato del Porto.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha dichiarato:

«A nome di tutta la città di Venezia e mio personale voglio esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia di Alessandro Zabeo, giovane operaio che ha perso la vita a Porto Marghera in seguito alle conseguenze di un grave incidente occorso mentre lavorava.

Una tragedia inaccettabile che ci costringe, ancora una volta, ad impegnarci sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo dobbiamo ad Alessandro e alle tante altre persone che hanno perso la vita durante il proprio lavoro. Oggi Venezia è triste e, in un momento drammatico e doloroso, si stringe alla famiglia e ai colleghi».

Pubblicato su La Nuova Venezia