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Morto a 33 anni nel Porto di Venezia, ecco chi era Alessandro Zabeo. «Ora qualcuno ci spieghi come è stato possibile»

L’operaio abitava con i genitori e la sorella a Camponogara. Aveva molte passioni che condivideva con un gruppo di amici

VENEZIA. Un intero paese, quello di Camponogara lungo la Riviera del Brenta, è sconvolto per la morte sul lavoro di Alessandro Zabeo il giovane di 33 anni deceduto a seguito di una caduta da un’altezza di circa 3 metri.

A raccontare chi fosse, con le lacrime agli occhi, sono la sorella Giorgia e il papà Paolo conosciuto da tutti a Camponogara per il suo grande impegno per la comunità.

«Alessandro», racconta la sorella Giorgia, «dopo le scuole medie aveva preso un diploma triennale all’istituto Ponti di Mirano nel settore meccanica. Era stato assunto qualche anno fa a tempo indeterminato alla Reckitt Benckiser, ma purtroppo è stato uno dei primi ad essere lasciato a casa quando è scattato il piano degli esuberi, perché era tra i più giovani a essere stato assunto».

Alessandro amava dire , racconta ancora la sorella di non avere miriadi di amici, ma un gruppo di amici davvero fidato, «pochi ma buoni», ripeteva sempre. Il 33 enne aveva tante passioni, e le coltivava proprio con il suo gruppo di amici. Amava passeggiare, girare con la bicicletta, e andare in moto.

«Appena poteva», racconta la sorella, «andava in Folgaria o ad Asiago per poter fare le sue passeggiate fra i boschi o nei sentieri di montagna. Quando poteva poi si muoveva con la sua motocicletta». Il 33 enne era anche molto legato, come la famiglia, al mondo del volontariato e come il papà a quello delle donazioni di sangue con la sezione locale dell’Avis.

«Non mancava una donazione», ricorda il papà. Era un ragazzo pieno di vita, e ora vogliamo che qualcuno ci spieghi questa tragedia». La famiglia non parla di azioni legali o di responsabilità da ricercare, perché troppo colpita dal dolore per la perdita del giovane, ma è chiaro che vogliano capire come possa essere che un 33enne, lavoratore interinale, sia morto cadendo da un’altezza di tre metri tra i container. Alessandro abitava in via Premaore con la sorella Giorgia, la mamma Brunetta e il papà Paolo.

«Dalla mattina», aggiunge la sorella, «siamo stato tempestati da decine e decine di messaggi di cordoglio per la morte di Alessandro. Un gruppo di colleghi ci è venuto a porgere le condoglianze. Tutto questo affetto ci commuove. I soccorritori ci hanno fatto sapere che già quando era arrivato in ospedale per mio fratello Alessandro di speranze di fatto non ce n’erano più». Anche il sindaco del paese, Antonio Fusato, esprime il cordoglio di tutta comunità per la terribile tragedia. «Siamo vicini come Comune alla famiglia Zabeo per questa terribile tragedia. Conosco il grande impegno del papà Paolo e dello stesso Alessandro nel campo del volontariato. Una famiglia in prima linea nell’organizzare eventi per l’Avis a Camponogara e anche momenti di aggregazione». —

Pubblicato su La Nuova Venezia