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Spinea piange Marco Picca, morto di malattia a soli 44 anni

L’uomo aveva sconfitto il cancro in gioventù, poi erano subentrati problemi neurologici. Sabato l’ultimo abbraccio

SPINEA. Si è spento mercoledì, accudito fino all’ultimo dalla famiglia al termine di un lungo percorso di malattia, Marco Picca, 44 anni originario di Marghera ma ormai da 15 anni a Spinea. Colpito da un problema oncologico da ragazzo al termine del suo percorso di studi scolastici all’istituto tecnico Massari, ne era uscito dopo anni di terapie che lo avevano salvato ma che, col tempo, lo avevano leso da un punto di vista neurologico. Col passare del tempo, la sua situazione sanitaria è andata sempre peggiorando.

I medici hanno tentato l’impossibile ma alla fine è stato tutto inutile. Marco se n’è andato nel sonno, dolcemente, attorniato dall’affetto dei suoi cari. «È stato bravo ad affrontare questo periodo difficile», racconta mamma Gina, «In questi ultimi cinque anni ha sofferto tanto però ha accettato bene tutto, sempre sorridente. Siamo riusciti a tenerlo a casa, con mio marito abbiamo realizzato una pedana per permettergli di muoversi meglio e facevamo venire gli amici a trovarlo. Abbiamo cercato comunque di fargli vivere una vita normale ma aveva tanto bisogno di noi». C’è stato un periodo di speranza, per Marco, dopo aver vinto il cancro. Per alcuni anni si era ripreso e stava cercando di riprendere in mano la sua vita, tanto che già progettava di trovarsi un lavoro e andare a vivere da solo. Con lo storico compagno di classe e amico fraterno Filippo amava trascorrere le giornate insieme in modo spensierato, magari davanti a una buona birra, condividendo la passione per le mozzarelle di cui erano ghiotti. Aveva seguito corsi di formazione e intrapreso alcune attività, ma di lì a poco la situazione era precipitata e si è trovato ad affrontare un percorso sempre più difficile, proprio nel periodo più bello della vita, la giovinezza.

«Lo abbiamo lasciato andare», conclude la mamma, «Alla fine è stato più doloroso per noi». Gli amici lo ricordano come persona sempre presente e disponibile, appassionato di computer, disegno e tennis e sulla sua pagina Facebook non si contano gli accorati messaggi di addio di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Accompagnato dai genitori, dalle care zie, dagli zii e parenti tutti, l’ultimo saluto gli verrà dato sabato alle 9 nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea. La salma poi proseguirà per il crematorio di Spinea.

Pubblicato su La Nuova Venezia