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Caorle, stroncato da un infarto in casa a 47 anni

Alessandro Gusso lascia la compagna e la figlia: la tragedia all’indomani della festa di compleanno di quest’ultima. Mamma Luciana: «È morto tra le mie braccia»

CAORLE.Morto in casa improvvisamente a 47 anni, Alessandro Gusso, conosciuto da tutti come el “Peo”. Soffriva di problemi cardiaci dopo aver subito alcuni infarti. L'ultimo, ieri, è stato fatale. Lascia la mamma, Luciana Marchesan, e la figlia che proprio venerdì ha compiuto 14 anni, festeggiandoli con il suo papà. Alessandro aveva svolto vari lavori in passato, anche in ambito stagionale, ed era molto conosciuto e ben voluto in città. Una perdita improvvisa, e molto grave per la comunità.

«È morto tra le mie braccia – ha spiegato ieri sera mamma Luciana – il giorno prima era felice, per il compleanno della primogenita».

Gusso era solito accompagnarsi ultimamente con una carrozzina elettrica tra via Meridiana e il centro, sempre desideroso di incontrare i vecchi amici, soprattutto quelli della classe come la sua, la 1974, l'anno in cui era nato il 12 novembre. Una coetanea per prima ha dato la notizia sui social. Chi abita a Caorle o frequenta da qualche decennio la città non può non ricordarsi di lui: magari lo conosceva solo per soprannome, Peo, un nomignolo affettuoso di cui in pochi conoscevano l'origine. Gusso era cresciuto nelle calli del centro storico durante l'infanzia, poi si è trasferito a metà anni '80 al condominio “Pigiama”, all'epoca in cui gli appartamenti di quella struttura erano case popolari, ai lati di via Meridiana e a ridosso del Largo Salvo D'Acquisto. Una zona relativamente nuova di Caorle, che conobbe uno sviluppo edilizio formidabile trasformando la città intera. Gusso si era adattato al trasferimento, conoscendo persone nuove assieme al fratello Rocco, senza però recidere mai il filo con gli amici del centro, quelli conosciuti all'epoca frequentati all'asilo o alle prime lezioni di catechismo. Negli anni '90 celebre era diventata la sua amicizia con un suo vicino di casa, Cristian Antoniazzi, uno dei 5 ragazzi morti la notte di San Valentino del 1993, in un terrificante incidente stradale sulla Triestina Bassa, di cui tutti ancora si ricordano. Alessandro e Cristian erano inseparabili e il loro legame era ammirato da tutti, specie dai ragazzi più giovani. Un affiatamento incredibile, e irripetibile. E quando Cristian morì, in lui si ruppe qualcosa; da ragazzo sempre sorridente era diventato più cupo, più serio.

E proprio oggi, 24 aprile, ricorre il 15° anniversario della morte del fratello, Rocco Gusso, deceduto sulla strada del Tezzon. Aveva 37 anni e perse la vita con Maurizio Casagrande, che ne aveva 34. Negli ultimi tempi però la vita aveva dato un dono ad Ale, attraverso l'unione con la compagna (che oggi non era più presente nella sua vita): la nascita della figlia. Con lei il legame era fortissimo. I funerali ancora non sono ancora fissati. «Ciao Peo, fai buon viaggio». Moltissimi ieri pomeriggio sui social hanno scritto questo pensiero, come forma di congedo. «Non ci possiamo ancora credere – hanno riferito alcuni dei suoi migliori amici – sapevamo non stesse bene, ma su questo non gli rivolgevamo troppe domande. I nostri pensieri ora sono rivolti alla sua famiglia. Ci manca già, enormemente». —

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Pubblicato su La Nuova Venezia