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Giallo dell’ex modella morta a Venezia. Analisi sul cellulare per capire chi c’era con lei

Polizia scientifica al lavoro per stabilire chi fosse in casa al momento del decesso. I primi sospetti per quella finestra lasciata aperta

VENEZIA. Le cause della morte di Claudia Bernardi si conosceranno presto. È in programma l’autopsia sul corpo disposta dalla pm Lucia D’Alessandro. Un esame che dovrà dire se Claudia è morta da overdose come sospettano gli inquirenti oppure per altra causa. L’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un’overdose di metadone considerate le boccette di questo farmaco trovate vuote nella stanza dove la polizia ha rinvenuto il cadavere. Recuperati dagli investigatori alcuni blister, sempre vuoti, di psicofarmaci.

La polizia che si sta occupando delle indagini sta verificando l’ “attività” del cellulare. Verifiche vengono eseguite sui numeri che hanno chiamato Claudia e su quelli che lei ha chiamato quando ancora era in vita.

Questo potrebbe essere utile per capire chi ha visto per l’ultima volta viva Claudia. Resta, infatti, il dubbio che qualcuno era nell’appartamento della donna quando è morta oppure ci è entrato successivamente.

Su questo potrebbe essere utile l’ex convivente della vittima che a quanto pare è sparito. L’uomo che fino a un anno fa era stabile nella casa di Claudia, ma che poi lei aveva allontanato, in parvenza, come le aveva chiesto la persona che da anni le era molto vicina.

Il dubbio di una possibile presenza in casa nel momento della morte o nelle successive ore, sorge perché la porta d’ingresso era bloccata da uno sgabello e una finestra era aperta.

Claudia è stata trovata morta giovedì, poco dopo le 12, nella sua abitazione di calle Crosera. Era morta da qualche giorno. È stato il padre Paolo a far scattare l’allarme perché non la sentiva da alcuni giorni. Giovedì il padre prima di sporgere denuncia ha chiamato il 113 chiedendo alla polizia di fare un controllo nell’abitazione della figlia.

Quando i vigili del fuoco sono intervenuti hanno avuto qualche problema ad aprire la porta, in quanto era bloccata, all’interno, da uno sgabello incastrato sotto la maniglia. Nonostante ci fosse una finestra aperta l’odore della morte era inconfondibile. I poliziotti delle volanti e i pompieri pochi minuti dopo si sono trovati davanti al corpo inanimato di Claudia. Era distesa sul letto e il rigor mortis non lasciava dubbi che fosse morta da almeno tre giorni. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia