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L’addio al cantante Mauro Oddo con le note dei suoi Negramaro

A Spinea le esequie del 42enne morto in casa per un malore. Il ricordo del figlio: “Grazie per avermi cresciuto”

SPINEA.  Piange sulla bara la moglie Alessia, lunedì pomeriggio sul sagrato della chiesa di San Bertilla a Spinea. Con lei ci sono i figli e i parenti di Mauro Oddo, morto martedì per un malore ad appena 42 anni.

Trascorrono dei minuti tra il silenzio generale e le lacrime e iniziano ad alzarsi le note di due canzoni dei Negramaro: “Estate” e “Ballando al buio”. Mauro, che amava tantissimo la band pugliese, era il cantante dei Blucobalto, cover band del gruppo di Giuliano Sangiorgi. E nei giorni scorsi era giunto ad Alessia anche il saluto del frontman con un video toccante e partecipato. «Ciao Mauro, ciao a tutta la famiglia Oddo», le parole iniziali del video inviato da Sangiorgi che la moglie ha pubblicato su Facebook.

Attorno alla donna e ai figli ci sono tanta gente, tanti amici, tante persone comuni che hanno riempito la chiesa. Qualcuno è dovuto pure rimanere fuori. Si è alzato anche un applauso e si è sentito un “Bravo Mauro”. Ci si aspettava una risposta del genere perché Oddo era molto amato e conosciuto. C’erano i ragazzi del Calcio Spinea under 15, dove giocava il figlio e di cui Mauro era accompagnatore, e di altre società del comprensorio. Negli ultimi mesi il 42enne era diventato anche un appassionato di danza accompagnando regolarmente la figlia alle lezioni dell’Academìa di Danza di Spinea.

La moglie Alessia, aprendo la celebrazione officiata dal parroco don Angelo Visentin affiancato da don Francesco Garofalo di Martellago, aveva commosso tanti presenti. «Aiutami a vederti, sii la luce che sei sempre stato per la nostra famiglia», ha detto tra le lacrime. Anche il figlio Andrea ha lasciato un messaggio. «Mi hai sempre cresciuto sin da piccolo e te ne sarò sempre grato. Ti amo». Parole riprese nell’omelia da don Angelo: «In questi giorni ho parlato con Alessia che mi ha descritto Mauro come una persona benvoluta, apprezzata e cercata per la sua disponibilità. Era legato al Calcio Spinea, in famiglia ha dato tutto se stesso. Le parole della moglie sono cariche di affetto, amore, speranza. Chiede ancora aiuto a Mauro, di seguirla nel cammino che dovrà fare senza di lui».

Poi racconta gli ultimi istanti di vita dell’uomo che, all’improvviso, si è sentito male in casa. “Mi gira la testa”, ha detto. Poi il buio. «Non ci sono parole per quanto successo. Ha lasciato un vuoto. Dire enorme è poco», ha concluso don Angelo che ha sottolineato come la massiccia presenza all’estremo saluto sia sinonimo di quanto fosse amato. Mauro era vicino anche al mondo del volontariato: le offerte all’associazione Famiglie e Abilità della quale il 42enne era sostenitore.

Pubblicato su La Nuova Venezia