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Travolto sulle strisce mentre corre. Ecco chi era Marco, studente di canto dai mille sogni

La ricostruzione minuziosa della tragedia e il ricordo dell’insegnante di canto Cristina Baggio: stava coronando il sogno d’infanzia. I genitori chiusi nel dolore

MIRA. «Marco era uno studente modello. Aveva grandissime potenzialità come tenore. Era un ragazzo rispettoso, educato, corretto in classe e nei confronti dei compagni, sempre preparato. Sono straziata dalla notizia». A spiegarlo è la professoressa Cristina Baggio, insegnante di canto lirico che seguiva il 19enne al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Scroccaro era entrato dopo aver superato l’esame di ammissione lo scorso novembre.

«Marco», prosegue l’insegnante, «aveva frequentato il liceo musicale Marco Polo a Venezia. L’anno scorso ha superato positivamente l’esame di ammissione al Conservatorio Benedetto Marcello. Il suo sogno, fin da quando era bambino, era quello di diventare un cantante lirico, un tenore. Franco Corelli era il suo tenore preferito. Era un ragazzo molto sensibile, pieno di vita e di sogni».

La professoressa era molto orgogliosa del proprio allievo: «Stava facendo un ottimo percorso», aggiunge Cristina Baggio, «Su di lui ho investito tanto e tante erano le mie aspettative. Sabato avrebbe dovuto finire le prove in conservatorio alle 18.30, ma il destino ha voluto che la fine delle prove fosse anticipata alle 17. La sua compagna di classe Alessia Camarin l’ha accompagnato all’autobus e probabilmente lei è stata l’ultima ad averlo visto fra i suoi compagni di classe».

COSA E’ SUCCESSO

L’auto ha centrato Marco sulle strisce pedonali mentre faceva jogging lungo la bretella Mira Lanza, poco distante dall’imbocco sulla Romea a Mira. 

La tragedia si è verificata sabato verso le 18.30, poco distante da Piazza Vecchia e dalla frazione di Gambarare, dove il ragazzo viveva con la famiglia in via Callido, non lontano dal Duomo. Marco, che avrebbe compiuto 20 anni a luglio, essendo tornato a casa prima dal Conservatorio, era andato a fare una corsa lungo la strada che costeggia l’idrovia.

Stava attraversando la carreggiata quando è sopraggiunta un’auto. Nonostante stesse attraversando sulle strisce pedonali, è stato travolto dalla Renault Megane che transitava in direzione della Romea, alla cui guida c’era una cinquantenne residente a Dolo che come da prassi nelle prossime ore verrà iscritta sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale. Il giovane è stato scaraventato dall’urto con l’auto quasi 30 metri più in là ed è finito sul lato opposto della carreggiata, a ridosso di un fossato.

Le sue condizioni sono apparse sin da subito disperate. Immediatamente sono scattati i soccorsi sia da parte dell’automobilista che l’aveva investito e della persona che era con lei in macchina, che da parte di alcuni residenti, passanti ed automobilisti in transito. Nell’immediatezza è stata allertata la polizia locale di Mira. Sono stati chiamati anche i soccorsi medici che sono stati inviati sul posto con un’ambulanza dal vicino ospedale di Dolo. I sanitari, dopo alcuni disperati tentativi di mantenere in vita il 19enne, non hanno potuto che constare la morte del ragazzo.

Troppo gravi e devastanti erano state le ferite che aveva subìto nell’impatto con l’auto, immediatamente posta sotto sequestro da parte della magistratura che è stata informata dell’incidente mortale. La Megane è stata rimossa solamente nella tarda serata. La dinamica dell’incidente, avvenuto in prossimità del passaggio pedonale, è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Sul posto sono arrivati dopo circa un’ora anche i familiari del ragazzo che, sconvolti dal dolore, hanno chiesto di poter vedere il ragazzo. La Polizia locale di Mira ha eseguito i rilievi di rito, concludendo le operazioni solo verso le 22.30, considerata la complessità della prima ricostruzione e le modalità con le quali è avvenuto l’incidente. È stata chiamata anche una pattuglia dei carabinieri della tenenza di Mira, per coadiuvare nelle operazioni del rilevamento del sinistro e nella gestione di una situazione a tratti tesa. La viabilità in entrambe le direzioni di marcia sulla bretella Mira Lanza ha subìto rallentamenti per circa 3 ore.

Marco Scroccaro, figlio unico, lascia la mamma Cristina Silvestri ed il papà Roberto. I funerali si terranno nei prossimi giorni solo dopo il via libera dell’autorità giudiziaria. Il magistrato dovrà decidere se disporre l’autopsia, mentre la Polizia locale andrà alla ricerca di eventuali testimoni per ricostruire i fatti con la maggior precisione possibile. 

IL PRIMO SOCCORRITORE

«Ho provato fino all’ultimo a tenere in vita il giovane con il massaggio cardiaco, liberandogli prima le vie aeree. Purtroppo il suo respiro si faceva via via sempre più tenue e poco dopo che sono arrivati i soccorsi medici non ce l’ha più fatta». A raccontarlo è Carmine Napolitano, agente della polizia penitenziaria che abita poco distante dal luogo dell’incidente in cui ha perso la vita Marco Scroccaro. «Verso le 18.30», racconta, «mi trovavo a casa quando ho sentito un forte botto. Abito in linea d’aria a 30 metri dal luogo del sinistro. Ho pensato fosse scoppiato un pneumatico e mi sono avvicinato al luogo dell’incidente. Quando sono arrivato, ho sentito uno degli occupanti dell’auto chiamare aiuto. “Chiamate un’ambulanza”, gridava. Ho visto l’auto fortemente danneggiata in mezzo alla strada e, dal punto dell’impatto, un giovane che era stato scaraventato almeno 25 metri più in là».

«Mi sono avvicinato», prosegue Napolitano, «e ho visto che il ragazzo aveva il volto in parte coperto di terra. Si capiva che era in gravissime condizioni. Ho subito liberato le vie aree e poi ho cominciato il massaggio cardiaco. I respiri erano flebili e distanziati. Sono rimasto costantemente in contatto con i soccorritori che stavano arrivando dall’ospedale. Li aggiornavo di minuto in minuto. Ho capito però che il ragazzo aveva subìto ferite troppo gravi».

Nel giro di pochi minuti l’ambulanza è arrivata dall’ospedale di Dolo. «Il giovane respirava ancora, anche se poco, quando sono giunti i soccorritori. Dopo pochissimo tempo, tuttavia, purtroppo non c’è astato più nulla da fare. Al personale del Suem 118 non è rimasto altro che constatare il decesso».

I PROGETTI

C’erano molti progetti che aspettavano Marco. «Martedì», racconta la professoressa, «avrebbe dovuto cantare in occasione del concerto “The Latin Carnival Show” organizzato dagli studenti a palazzo Pisani a Venezia. A fine marzo avrebbe dovuto aderire al progetto educativo organizzato dalla Fenice rivolto agli studenti delle superiori per sensibilizzarli all’opera. Era appena risultato vincitore di una borsa di studio per frequentare una masterclass di recitazione a Roma. Sicuramente Marco lascia un grande vuoto non solo artistico, ma anche umano. Sarà impossibile dimenticarlo».

Lo strazio per la morte del giovane era palpabile anche a Gambarare ieri mattina. Nell’abitazione di via Callido, i genitori sconvolti dal dolore si sono chiusi un comprensibile silenzio. «Preferiamo non dire nulla in questo momento», dicono.

Anche il padre di un amico del giovane è colpito dalla terribile notizia: «Sono sconvolto. Mio figlio di 23 anni studia chitarra e con Marco e la sua famiglia si conoscevano benissimo. Porgerò in queste ore il cordoglio per quello che è successo. Non riesco nemmeno ad immaginare il dolore dei genitori».

Anche il sindaco di Mira Marco Dori si stringe alla famiglia: «Fin da subito coinvolgeremo la Città metropolitana per capire se si possono mettere in campo ulteriori strumenti per la sicurezza della strada», dice. Ieri, intanto, sul luogo dell’incidente è stato lasciato un mazzo di fiori bianchi. 

Pubblicato su La Nuova Venezia