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L’abbraccio di mamma Laugeni ai papà delle due cugine morte

Romina ha incontrato i padri di Jessica Fragasso (20 anni) e Sara Rizzotto (26) «Momento intenso, ora pensiamo a iniziative per sensibilizzare alla guida sicura»

musile

Romina Laugeni, mamma di Riccardo, morto nella strage di Jesolo del 2019 assieme ad altri tre amici, ha incontrato i familiari di Jessica Fragasso e Sara Rizzotto, le due giovani cugine trevigiane morte domenica 30 gennaio sulla A28 in un tragico incidente provocato da un’auto pirata guidata da un imprenditore bulgaro ubriaco. Con Romina, a Mareno di Piave nella Marca, c’erano Alain Fragasso, papà della ventenne Jessica, e Luca Rizzotto, papà di Sara, di 26 anni. E c’era anche il sindaco di Conegliano Fabio Chies.

Romina Laugeni era stata contattata al telefono proprio da Alain Fragasso che le aveva chiesto aiuto per superare un momento così difficile, in cui specie le mamme delle due giovani vittime non riescono a trovare la forza per andare avanti. E infatti le due donne non sono riuscite ad andare all’incontro. Romina Ceccato in Laugeni ha vissuto la tragedia della perdita del figlio Riccardo nell’incidente stradale del luglio 2019 in cui morirono quattro amici, residenti tra Musile e San Donà, mandati fuori strada da un’auto pirata, il cui conducente era stato rintracciato solo la mattina dopo. E ha fondato l’associazione “Alba, Luci sulla buona strada” per le vittime degli incidenti stradali.

«È stato un incontro molto intenso con i papà delle ragazze tragicamente scomparse», racconta Romina Laugeni, «Mi hanno detto che le rispettive mogli stanno vivendo un momento davvero tremendo e non riescono a reagire. Ho consigliato loro, in questa fase, di sfogarsi e fare tutto quello che si sentono per far uscire il dolore che hanno dentro». «Abbiamo parlato di tante cose», prosegue, «Ci saranno anche delle iniziative per aiutare queste famiglie in difficoltà. E una raccolta di firme per promuovere una maggiore sensibilità verso le vittime di incidenti stradali, pretendendo pene più severe per chi causa questi incidenti. Anche il sindaco di Conegliano è vicino a noi. Organizzeremo altre iniziative di sensibilizzazione: penso a fiaccolate e altri eventi per coinvolgere i cittadini. Le vittime non sono solo i nostri figli, ma anche chi sopravvive. E noi, che soffriamo per la loro perdita, dobbiamo continuare ad andare avanti per loro che non possono più fare nulla».

«Ci vogliono leggi severe, chi sbaglia deve pagare per quello che ha fatto. Ricordiamo che dal 10 febbraio potranno riaprire i locali della notte. I gestori devono collaborare con noi per promuovere una guida sicura tra i giovani che frequentano i locali e devono tornare a casa sani e salvi, non morire sule strade», conclude Laugeni, «Altrimenti dal 10 febbraio dobbiamo aspettarci un’altra pandemia che questa volta sarà sulle strade. È un concetto che ribadisco non perché voglio fare paura a tutti i soggetti coinvolti, ma per fare in modo che non si perda di vista la giusta prospettiva di questo problema che ci deve vedere tutti uniti nel cercare soluzioni concrete, dalle istituzioni alle categorie, fino alle associazioni ed ai singoli cittadini». —

Giovanni Cagnassi

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Pubblicato su La Nuova Venezia