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L’artista dei fiori stroncato da un infarto Andrea Barbato si è spento a 48 anni

Sconcerto a Mirano e Noale, dove l’artigiano lavorava con la sorella Daniela. Lascia la compagna Sonia e due figlie 

il lutto

«Buongiorno a tutti... sono Sonia, compagna di Andrea, volevo dire a tutti che il grande Andrea, Andrea con il cuore grande, è morto». Poche parole per seminare incredulità e gettare nello sconforto, ieri mattina, le comunità di Zianigo di Mirano e Noale. Andrea Barbato, l’uomo, anzi l’artista dei fiori, si è spento a soli 48 anni, stroncato da un infarto. La prima ad annunciarlo sui social è stata la compagna Sonia prostrata dal dolore, assieme alle figlie, le piccole Emma e Anna. Il nome di Andrea è indissolubilmente legato alla Fioreria di Daniela, la sorella.

Persona sempre disponibile, gran lavoratore, appassionato della sua attività, parenti e amici lo ricordano principalmente per il suo sorriso contagioso. Era un uomo felice delle cose che aveva costruito, in particolar modo la sua famiglia.

«Sono sconvolta» dichiara la sindaca Maria Rosa Pavanello «Era una persona buona, creativa e solare. Avevo scelto da lui gli addobbi di Natale quest'anno ma aveva anche allestito la chiesa di Zianigo 18 anni fa per il mio matrimonio. Stava collaborando ad un progetto all'interno dell'Istituto 8 Marzo per la creazione di un negozio all'interno della scuola e lo avremmo inaugurato il 22 dicembre (domani, ndr) ci eravamo sentiti per questo pochi giorni fa. Andrea stava insegnando i segreti del mestiere ai ragazzi. Era appassionato di snowboard, passione che condivideva con mio marito. Sono vicina a Sonia, alle sorelle e a tutta la famiglia, sono certa che c'è tutta una comunità che si stringerà attorno a loro».

«Era una persona straordinaria» lo ricorda così Valeria Betteto a lungo titolare della Fioreria Ai Giardini di Noale, amica di famiglia. Si era messo in gioco appassionandosi a un lavoro che aveva imparato dalla mamma, Emilia e con la sorella Daniela.

Dopo anni di sacrifici, il negozio gli stava dando delle belle soddisfazioni. «Merito della sua creatività, che aveva ereditato dal padre Gianni, un uomo dalle mani d’oro, e anche della sua cordiale simpatia. Era generoso e sempre disponibile. Sapeva dare fiducia, anche quando da grande amante dello sci, insegnava ai bambini iscritti al club, a sciare. Con Sonia e le figlie aveva creato una famiglia molto affiatata per la quale si spendeva senza risparmio. Lo ricorderemo sempre con affetto e per quel suo sorriso che sapeva metterti sempre con il cuore in pace».

A Noale era entrato subito in sintonia con l'ambiente e non mancava mai un appuntamento con Noale in fiore in cui lui presentava le sue composizioni. «Lo ricordo come un grande professionista, creativo e cordiale» dichiara Enrico Scotton, presidente della Pro Loco «Avevamo costruito un rapporto stretto di collaborazione e amicizia».

Non si conosce ancora la data in cui la città potrà dargli l'ultimo saluto. —

Riccardo Musacco

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Pubblicato su La Nuova Venezia