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Ventottenne scarcerato Il gip: ha chiesto aiuto non ha lasciato l’amico

San donÀ

Convalidato ieri l’arresto di Brahim Lakhlifi, 28 anni, marocchino residente a Susegana, ma domiciliato a San Donà, accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso per la morte dell’amico algerino Hachemi Kadri, 36 anni, residente a Salerno ma domiciliato a Ceggia. Dopo la convalida lo straniero è stato scarcerato. Non è sottoposto a nessuna misura cautelare.

Davanti al Gip Luca Marini si è fatto tutelare dall’avvocato Marco Borella. Il giudice ha sposato la tesi che il marocchino si è allontanato dal luogo dell’incidente perché in stato confusionale e per cercare i soccorsi.

I due stranieri erano a bordo della Punto del marocchino quando alle 4. 30 di domenica si sono scontrati, lungo la bretella San Donà-Noventa con una Volskwagen Golf guidata da una guardia giurata della Rangers Vigilanza, il 50 enne di Mestre D. S. , ferito solo lievemente e ricoverato all’ospedale di San Donà. L’incidente si è verificato davanti al distributore Agip, poco dopo la rotonda sulla via Calvecchia, quindi all’ingresso della bretella che collega all’autostrada. Sembra che la Punto con a bordo i due nordafricani stesse eseguendo una manovra di svolta a sinistra quando, da Noventa, è sopraggiunta la Golf della guardia giurata. L’impatto è stato molto violento e la Punto si è capovolta sul ciglio della strada, mentre la Golf è quasi finita nel fossato con la parte posteriore del veicolo. Il marocchino alla guida, dopo lo schianto, si è però allontanato a piedi in stato confusionale ed è stato notato da un automobilista che ha avvertito i carabinieri che erano giunti sul posto per i rilievi. I militari lo hanno subito raggiunto e fermato nei pressi di un negozio lungo la statale 14, ma lui non ha voluto fare il test per accertare se avesse bevuto alcolici. Il passeggero, liberato dalle lamiere della Fiat Punto dai vigili del fuoco di San Donà, è stato trasportato in fin di vita all’ospedale di Mestre, dove è morto poco dopo a causa delle gravissime lesioni riportate soprattutto agli arti inferiori. —

Pubblicato su La Nuova Venezia