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Jesolo, Renato Cattai muore mentre pedala in montagna

L'albergatore presidente di Federconsorzi stroncato da un malore in sella alla sua bici. Aveva 64 anni. In giugno aveva rischiato di morire nel suo albergo ed era vivo per miracolo

JESOLO. Stava pedalando, la sua grande passione, poi lo hanno visto cadere. È morto così, sabato 26 nel mattino, Renato Cattai, il presidente di Federconsorzi Jesolo. Aveva 64 anni,

 

Cattai è stato  colto da arresto cardiocircolatorio mentre correva in bicicletta lungo una stradina del Bellunese, ad Alano di Piave.

Era il suo primo stacco dall’intensa stagione estiva sia con  la gestione dell’hotel Palm Beach, ma soprattutto con la difficile riorganizzazione degli arenili e gli stabilimenti balneari nell’anno del Covid 19.

 

Nel Bellunese era arrivato con la sua auto su cui trasportava la sua adorata bicicletta, che lui, pur essendo un grande sportivo, poteva usare ben poco durante la stagione.

 

Lungo la Provinciale 10, ad Alano di Piave, aveva affrontato l’impegnativa salita al Monte Tomba quando è caduto a terra, colto da malore. Immediati i soccorsi, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

 

Renato Cattai lascia la figlia Chiara, 22 asnni, già attiva nella gestione del  Palm Beach di viale Oriente.

 

 Cattai è stato per lungo tempo consigliere nell’Associazione Jesolana Albergatori, da tre mandati presidente di Federconsorzi, si stava preparando ad affrontare l’assemblea elettiva in programma per il 2 ottobre.

Lo scorso giugno era caduto mentre ripuliva la piscina vuota del suo albergo. Un volo pauroso di tre metri, all'indietro. Cattai era finito di testa contro il fondale della piscina senz'acqua ed era vivo per miracolo. Grazie al suo fisico era tornato al lavoro in tempi brevissimi.

Ora la tragedia

 

“Ho perso un amico”, il commento di Amorino De Zotti, vice presidente Federconsorzi.

“Sono frastornato, è una notizia sconvolgente”, ha aggiunto il presidente Aja, Alberto Maschio. “Renato è una persona che ha sempre portato un grande contributo associativo, prima in Aja e poi in Federconsorzi”. 

“Sono distrutto, Renato è sempre stato un caro amico. Abbiamo iniziato il lavoro di albergatori assieme”, ha commentato Angelo Faloppa, presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo. “Non si possono trovare parole quando avvengono fatti come questi. La città perde tantissimo”.

Pubblicato su La Nuova Venezia