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«Servono azioni concrete per aiutare i giovani a capire»

Così Romina Laugeni, mamma di Riccardo morto il 14 luglio Sua l’idea della fiaccolata Insieme al marito ha fatto visita ai familiari delle giovani vittime

SAN DONà. Ci sarà anche lei e sarà in prima fila alla fiaccolata del 23 gennaio. Romina Laugeni, mamma di Riccardo, morto nel tragico incidente al lido di Jesolo il 14 luglio assieme ad altri tre amici, da quel giorno ha un solo pensiero: fare in modo che non accada più. Lei e il marito Marco Laugeni, vice comadante della stazione carabinieri di San Donà, dopo la tragedia che li ha colpiti da vicino sono andati dalle altre famiglie sconvolte negli ultimi mesi.

Sono andati dai genitori di Giulia Bincoletto, da quelli di Marco Scarpa e altre famiglie colpite dal lutto per incidenti stradali. Questa fiaccolata lei l’ha voluta con forza e adesso si sta impegnando per consolidare anche un’associazione delle famiglie di vittime della strada. «Dobbiamo fare qualcosa di concreto», spiegano Romina e Marco Laugeni, «aiutare chi ha vissuto e vive il nostro stesso dolore e poi iniziare a lavorare con i giovani per aiutarli a comprendere. Così nasce l’idea della fiaccolata. E poi di un’associazione delle vittime e anche uno sportello di riferimento».

Marco e Romina hanno incontrato il presidente della Regione Luca Zaia quando ha presentato con il Silb a Spresiano la campagna choc contro gli incidenti stradali. E sempre ha evidenziato l’importanza della reazione che sta nascendo tra i giovani. L’adesione alla fiaccolata del 23 è già iniziata. Il presidente dell’Atletica Mirafiori di San Donà, Flavio Mammoletto, è entusiasta: «Parteciperemo tutti, ma certo questa manifestazione deve vedere in primo piano proprio i ragazzi. Una marcia silenziosa in cui a parlare alla fine dovranno essere solo i familiari delle vittime o i giovani». —

G.Ca.

Pubblicato su La Nuova Venezia