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E' morto Giancarlo Ligabue, ha fatto sognare generazioni d'Italiani

Era considerato lo scienziato veneziano più famoso al mondo e aveva guidato oltre 130 spedizioni alla ricerca dell'origine della vita sul Pianeta. Con Piero Angela girò i documentari più belli della televisione italiana

VENEZIA. E' morto ieri sera nella sua casa di piscina San Samuele Giancarlo Ligabue, imprenditore e paleontologo, fondatore del Centro Ricerche situato all'interno del Museo di Storia naturale di Venezia. Aveva 83 anni, era infatti nato a Venezia nel 1931.

Studioso di fama internazionale, laureatosi in Geologia e in Economia, aveva poi ricevuto varie lauree honoris causa, come a Bologna o a Lima. Dalla Sorbona di Parigi, dove aveva conseguito il dottorato di ricerca, era stato premiato per la sua opera scientifica. E' stato console onorario di Svezia, consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia e della Fondazione Giorgio Cini, socio dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti e presidente del Museo di Storia Naturale.

Aveva partecipato o diretto, in collaborazione con le più importanti università del mondo, 130 spedizioni nei cinque continenti. Era stato autore di scoperte paleontologiche e archeologiche e aveva portato alla luce anche giacimenti con fossili di ominidi ma soprattutto di dinosauri nel deserto del Tenerè, lungo il confine tra Algeria e Niger. Qui aveva scoperto un nuovo tipo di dinosauuro, l'Oranosaurus Nigerensis, nel 1973.

Tra le sue pubblicazioni "Il pane e la chiglia", testo fondamentale per la storia della navigazione nel mondo e "L'armata scomparsa di Re Cambise", il diario delle ricerche portate avanti nel deserto tra l'Egitto e la Libia per ritrovare l'esercito scomparso sotto una tempesta di sabbia. A lui erano state intitolate vaeie scoperte come il piccolo dinosauro "Augustinia Ligabuei", dato che le sue scoperte avevano letteralmente rivoluzionato la conoscenza dei dinosauri e avevano contribuito in maniera fondamentale all'elaborazione delle teorie sulla loro scomparsa.

Grande amico di Piero Angela con lui aveva girato alcuni tra i più bei documentari mai trasmessi dalla televisione italiana, ripresi dal fedelissimo amico Sergio Manzoni.

Ligabue, erede di una delle più grandi dinastie imprenditoriali italiane molto attive nel settore del catering, fondata dal padre Anacleto nel 1919, aveva sviluppato l'omonima azienda, affidandola poi al figlio Inti che ora la governa. Appassionato sin da ragazzo di pallacanestro era stato anche presidente della Reyer dal 1962 al 1979, riportandola in serie A. Abitava accanto a Palazzo Grassi, in uno splendido palazzo sul Canal Grande che aveva trasformato in autentico museo paleoetnologico.

Ma la sua "creatura" cui era più affezionato era la "Sezione Ligabue" del Museo di Storia Naturale di Venezia, realtà scientifica che aveva contribuito a rifondare e sviluppare, con donazioni scientifiche ed economiche tali che il sindaco Massimo Cacciari lo definì "un moderno mecenate della città, preparato e disinteressato". "Il mio dolore per la sua scomparsa è forte", dice oggi Cacciari, "Da tempo ero legato a lui da un rapporto di stima e di amicizia: e collaborazione. Molte cose, a dispetto delle posizioni politiche, moltissime anzi, ci univano soprattutto per quanto riguarda la città di Venezia e i problemi del futuro. Con lui ho lavorato in amicizia per il bene di questa città. Giancarlo è stata una delle figure più straordinarie della città degli ultimi decenni: le sue ricerche, i suoi interessi vastissimi, i risultati del suo Centro Studi hanno messo in primo piano la Venezia contemporanea perché le sue esplorazioni - giunte a scoprire nuove civiltà - hanno avuto rilevanza internazionale. Anche con lui Venezia è diventata una capitale culturale. Mi auguro che Venezia possa ricordarlo degnamente: si è parlato per anni di un 'Museo Ligabue' che contenga i risultati delle sue spedizioni e ricerche. E' importantissimo che si faccia, per la memoria che si deve a Giancarlo e per la città".

Anche Piero Angela, con cui ha condiviso gli oltre 70 documentari realizzati, lo ricorda con enorme affetto: "Sono pochi gli industriali come lui in grado di usare le proprie risorse per fare cose appassionanti - dice il conduttore di Quark -. Come un principe rinascimentale si è circondato di uomini di grandissima cultura a livello internazionale. Con il programma Quark abbiamo seguito le sue ricerche in Egitto, Brasile, Papua Nuova Guinea: esplorazioni e viaggi sempre emozionanti. Giancarlo è stato un uomo curioso, generoso. Raro".

Anche la Reyer è in lutto. Il presidente Luigi Brugnaro in rappresentanza di tutta la società esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del presidente orogranata dal 1962 al 1973 e dal 1975 al 1979. "Grazie alla sua passione e al suo talento imprenditoriale - rileva - fu l'artefice di una grande rinascita sportiva, che riportò la Reyer ai vertici della pallacanestro italiana. Coniugando la valorizzare di talenti locali con l'ingaggio di stelle internazionali di prima grandezza, a Ligabue va riconosciuto il grande merito di aver fatto compiere alla società un autentico salto di qualità e di aver scritto pagine importanti della storia reyerina"

Pubblicato su La Nuova Venezia