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«Addio Dimitri, poeta fragile»

In 200 a Campalto per i funerali del musicista Golowaskin, Pagliuca suona per lui

In 200 hanno dato l’estremo saluto a Dimitri Golowaskin (nella foto), poeta della musica elettronica e collaboratore di Franco Battiato. Ieri mattina, la chiesa di San Benedetto a Campalto è stata gremita da familiari, amici e musicisti, per i funerali del tastierista e compositore, morto martedì, a 57 anni, per una crisi d’asma. La toccante funzione è stata officiata da don Massimo Cadamuro e da don Franco De Pieri. Il primo ha ricordato la sua lunga amicizia con Golowaskin del quale lo colpiva «la grande spiritualità che riusciva a trasmettere, specie attraverso la forza della sua musica. La sua fragilità ci impone di riflettere sulla nostre fragilità di essere umani e ci impegna a cercare il modo di superarle». De Pieri, invece, ha detto: «Dimitri era un uomo stupefacente e quello che impressionava di lui era la sua enorme saggezza che emergeva ogni volta che lo incontravo».

Martina Bernardi, nipote del musicista scomparso, ha ringraziato «tutte le persone che hanno voluto bene a Dimitri e che sono stati vicini a lui e alla sua famiglia. Mio zio non è sempre stato una persona facile e nonostante le sue fragilità negli ultimi anni stava seguendo un cammino spirituale che lo aveva fatto crescere e lo aveva reso più sereno. Voglio ricordarlo con la frase che più lo emozionava: “Noi siamo luce”».

Tony Pagliuca, tastierista delle Orme degli anni d’oro e grande amico di Dimitri, nonostante la commozione, ha suonato l’organo durante la funzione con delicati arrangiamenti di “Collage” ed “Uno sguardo verso il cielo”. Golowaskin è stato seppellito nel cimitero di Campalto.

Michele Bugliari

Pubblicato su La Nuova Venezia