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L’abbraccio di San Stino a Domingo Cusin, morto per l’esplosione di un ordigno

Sabato 10 le esequie del 48enne deceduto una decina di giorni dopo la tragedia in cui aveva perso la vita l’amico Mauro Palamin. Gli amici: eri un trascinatore

SAN STINO. La comunità di San Stino si è fermata sabato 10 settembre per rendere l’ultimo saluto al 48enne Domingo Cusin. Proprio come aveva fatto pochi giorni fa per l’addio a Mauro Palamin. Grandi amici, Domingo e Mauro, uniti da una comune passione per la storia e le memorie della Grande Guerra. Ma uniti anche dal tragico destino, che li ha visti insieme nell’esplosione della casa di Riviera Silvio Trentin, dove sembra stessero disinnescando un vecchio residuato bellico.

In seguito alla deflagrazione, Mauro è deceduto sul colpo. Domingo, invece, ha lottato per una decina di giorni in un letto d’ospedale, come ha ricordato durante le esequie il parroco don Alberto Arcicasa. Tutto il paese, compreso il sindaco Matteo Cappelletto, ha voluto presenziare ai funerali di Domingo, stringendosi nel dolore alla compagna Alessandra e ai figli Giulia e Mattia.

La grande chiesa di San Stino non è stata sufficiente a contenere tutti i fedeli, in molti sono rimasti sul sagrato, dove la funzione religiosa è stata diffusa da un altoparlante. Il ritratto di Domingo è stato tracciato dagli amici che ne hanno ricordato il sorriso, la vitalità, lo spirito da trascinatore, come quando era impegnato nella costruzione del carro allegorico della scuola oppure si è dato da fare per far rivivere la tradizione della casera sul Malgher.

Pubblicato su La Nuova Venezia