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Palloncini bianchi per l’addio a Federica Fabbris, morta a 37 anni in Pronto soccorso a Chioggia

Funerale in Cattedrale per l’ex commessa di Trony deceduta dopo che nei giorni precedenti alla tragedia era già stata in ospedale per due volte. Gli amici in lacrime: “Ciao Chicca”

CHIOGGIA. Molti giovani, soprattutto amici, ma anche semplici conoscenti, hanno dato oggi, venerdì 5 agosto, l'ultimo saluto a Federica Fabbris, la ragazza di 37 anni morta domenica 17 luglio al Pronto soccorso di Chioggia dove si era recata con dei forti dolori all'addome. La giovane donna si era presentata altre due volte al Pronto soccorso dell’ospedale clodiense nei giorni precedenti. Era stata visitata e poi dimessa. 

Per Federica è stata una cerimonia sobria, nella grande Cattedrale di Santa Maria Assunta, attorno al feretro chiaro addobbato di fiori bianchi. "Ciao Chicca" l'hanno salutata gli amici che, al termine della funzione, hanno liberato in cielo una ventina di palloncini bianchi.

Una amica, prima della fine della cerimonia, ha letto un breve ricordo di Federica, facendo memoria in particolare del suo sorriso.

Federica Fabbris aveva lavorato come commessa al negozio della catena Trony al parco commerciale Clodì di Chioggia prima di trovare posto come amministrative alla Carrozzeria Fiume di Chioggia. Viveva nel quartiere Tombola con il compagno Diego e il cagnolino.

Sul caso, l’azienda sanitaria Serenissima ha aperto una indagine interna, informando anche la Procura della Repubblica di Venezia. E’ stata effettuata l’autopsia sulla salma, i cui risultati non sono noti.

«La paziente», aveva spiegato l’Usl, «è morta mentre i sanitari del Pronto soccorso si stavano prendendo cura di lei. Abbiamo fatto tutto quello che in quel momento si poteva fare. L’Usl 3 Serenissima sta approfondendo ogni possibile causa di morte. Oltre al riscontro diagnostico, abbiamo portato il caso a conoscenza della magistratura. Andremo a fare ogni altro eventuale accertamento che serva a portare chiarezza e un po’ di serenità ai familiari che stanno subendo questo enorme dramma. Abbiamo aperto una verifica interna anche riguardo ai due accessi che la ragazza ha compiuto nel giorni precedenti. Stiamo verificando se anche in quei momenti le cure sono state adeguate e approfondite».

Pubblicato su La Nuova Venezia