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Lutto a Scorzè, una leucemia fulminante spegne il dolce sorriso di Davide a 6 anni

La terribile diagnosi, dieci giorni fa, dopo una visita perchè il piccolo era stanco e aveva un po’ di febbre. L’inconsolabile dolore dei genitori Fabio e Francesca: «Amava i dinosauri, a settembre sarebbe andato a scuola»

SCORZÈ. Se n’è andato in dieci giorni. Così poco è bastato a una rara forma di leucemia fulminante per spegnere per sempre il dolce sorriso di Davide Favaron, un bambino di 6 anni appena, residente a Scorzè. Era sempre stato bene, ma c’erano quella leggera febbre e spossatezza che avevano fatto preoccupare i genitori. Così sono andati dallo specialista e la diagnosi è stata impietosa: leucemia.

Nei giorni successivi, dopo gli accertamenti, la conferma che si tratta di una forma rara, che ha impedito ai medici di Padova di poter tentare qualcosa. Tutta Scorzè piange la morte del piccolo avvenuta sabato sera. A  settembre Davide sarebbe andato a scuola.

I suoi genitori, Fabio e Francesca, sono due tra i volontari più attivi della vita parrocchiale, tra gli organizzatori della Sagra di San Benedetto Abate, in programma proprio in questi giorni. Si erano dati da fare per allestirla, finché non hanno dovuto lasciare tutto per star dietro al loro Davide. La coppia ha un altro bimbo, Nicolò di 2 anni e mezzo: sarà la loro forza, la loro speranza per affrontare questo brutto momento.

 Davide era un bambino come tanti altri, vivace, con tanta voglia d’imparare e giocare. Amava i dinosauri. «Nostro figlio non stava bene» racconta papà Fabio «e abbiamo deciso di farlo visitare: dagli esami del sangue abbiamo scoperto tutto. I globuli bianchi erano alle stelle, i valori alterati. Ed è stato portato in ospedale a Padova, in Pediatria». Eppure all’inizio c’era speranza di salvare Davide; certo, non dall’oggi al domani ma con un percorso da compiere insieme, con fiducia. «Invece, nonostante le cure» continua il genitore «i valori non si sono mai abbassati. Anzi, in settimana ci è stato detto che aveva una forma rara della malattia: siamo riusciti a salutarlo».

La tenera età, la morte avvenuta così in fretta, inaspettata, nel momento di dolore – il funerale dovrebbe tenersi mercoledì mattina ma è un’ipotesi – papà Fabio apre lo scrigno dei ricordi sul primogenito. «A settembre» continua «avrebbe iniziato a frequentare le elementari. Ci sarebbe arrivato con la sua voglia di imparare, di conoscere le cose. Sapeva già leggere e scrivere e lo aveva fatto da solo. Era molto attivo mentalmente, divorava i libri sui dinosauri».

In attesa dell’ultimo saluto, dove si prevede una gran folla, per i genitori Fabio,  informatico, e Francesca, casalinga, il futuro si chiama Nicolò, che a dicembre compirà 3 anni. «Per fortuna c’è lui» prosegue il papà «perché è la nostra salvezza».

Del lutto è stata informata pure la sindaca Nais Marcon, che ha subito chiamato i Favaron per dar loro conforto. «È una tragedia immane» commenta «e siamo tutti colpiti da cos’è successo. Non si sono parole. Siamo, comunque, a disposizione della famiglia per dar loro ogni sostegno su quanto necessario fare». 

Pubblicato su La Nuova Venezia