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Si sente male in casa, cuoco italo-inglese muore a 53 anni

Michelangelo Drighetto abitava da solo in via D’Azeglio. Era noto in diversi ristoranti. Indagini dei carabinieri

PORTOGRUARO. Dramma della solitudine in via Massimo D’Azeglio ieri nel tardo pomeriggio: trovato senza vita in casa il 53enne Michelangelo Drighetto, italo inglese molto noto in città. Attualmente era dipendente della Coop Noncello, azienda pordenonese che si occupa di pulizie e che lavora all’inserimento di persone che in passato hanno affrontato le problematiche più diverse.

Del fatto si stanno occupando i carabinieri, i quali confermano che si propende per cause naturali: eseguito l’esame esterno. Oggi l’approfondimento di medico legale e Pm di turno.

In passato Michelangelo aveva avuto problemi di tossicodipendenza noti ai suoi amici e familiari. Ieri non rispondeva al telefono. Chi ha dato l’allarme sapeva che poteva essere accaduto qualcosa di molto serio. I carabinieri quindi si sono precipitati in via Massimo d’Azeglio, nel rione di viale Trieste.

Via D’Azeglio è una piccola strada laterale di via San Giacomo, a pochi passi dalla chiesa dedicata alla Beata Maria Vergine Regina. Quando gli operatori sanitari hanno fatto il loro ingresso in casa Drighetto era già privo di conoscenza. Il medico intervenuto ha praticato tutte le manovre rianimatorie, ma non c’è stato nulla da fare. Poco dopo Michelangelo è stato dichiarato morto. Sul posto è intervenuta la ditta di onoranze funebri Duomo, che ha provveduto a trasferire la salma, dopo averla ricomposta, nella cella mortuaria dell’ospedale di Portogruaro.

Le indagini dei carabinieri sono durate per tutta la serata e nel contempo sono stati avvertiti altri parenti, tra cui alcuni fratelli di Michelangelo che erano all’oscuro dell’accaduto. Già due anni fa Drighetto dovette affrontare seri problemi di salute, che riuscì tuttavia a superare. Negli ultimi giorni però stava bene, e non dava alcun segnale di cedimento, anzi.

Al lavoro le cose stavano andando per il meglio. Ma quella alla Coop Noncello era solo l’ultima occupazione. La sua vera passione era un’altra. In tanti si ricordano dei genitori di Michelangelo, insegnanti; e anche di lui, come rinomato cuoco nei ristoranti locali.

Quelli in cui ha lavorato di più si trovano a Brussa, nel vicino territorio di Caorle. Michelangelo divenne padre molto giovane, poco più che adolescente. La Procura di Pordenone deciderà oggi se eseguire l’autopsia o se concedere subito il nulla osta. Le indagini dei carabinieri restano aperte.

Pubblicato su La Nuova Venezia