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Venezia, lutto nel mondo dell’arte: morto Alberto Valese

Era uno dei più famosi, a livello internazionale, maestri di arte Ebrû, un’antica arte persiana

VENEZIA. Il maestro Alberto Valese, aveva 71 anni, è morto nella notte tra venerdì e sabato. Lo ha ucciso un cancro. Alberto Valese dipingeva sull'acqua come il vento in cielo crea e disfa le nuvole di vapore. Era uno dei più famosi, a livello internazionale, maestri di arte Ebrû. Nel suo laboratorio a San Francesco della Vigna, prima che l’acqua granda del 2019 e la malattia gli spegnessero le ultime forze di continuare coltivava questa antica arte persiana e riceva artisti e colleghi da tutto il mondo.

Quando lavorava si assisteva a delle vere e proprie magie. Immergeva un foglio di carta su dell'acqua resa gelatinosa da gomma adragante, formaldeide e licheni marini. A questa miscela aggiungeva i colori in polvere che poi miscelava per creare spettacolari effetti. Quindi faceva scivolare la carta che in pochi attimi veniva impressa dal disegno che poco prima era stato creato sull’acqua.

Negli anni Settanta Alberto, caparbio ha introdotta questa arte a Venezia, dopo averne conosciuto l'esistenza mentre frequentava la Scuola Internazionale di Grafica. Affascinato da alcune carte, viste su dei testi, ha deciso di seguire quelle nuvole colorate che riproducevano le venature di marmi e pietre.

Ha 22 anni, è il 1973 e decide di andare a Parigi. Qui sa che c'è una "Bibbia" sull'argomento: il "Papiers de Fantasi" del 1852. Di cui conservava una copia ricevuta in dono mentre era ospite nella capitale francese. Testo sul quale, fino a quando lavorava ancora, studiava e si documentava. Grazie a quel libro ha imparato i vari tipi di lavorazione e scoperto che le radici di questa tecnica antica erano conservate in Turchia, e prima dal 1300 al 1660, in Cina e in Giappone.

Da quel momento Alberto ha iniziato a viaggiare, a frequentare i mercati di Istanbul e a conoscere la Turchia attraverso l'abilità dei grandi maestri-ebrû della marmorizzazione, fra cui Mustafa Duzgunman che ha incontrato tre volte e al quale ha donato dei suoi lavori che il "Maestro" ha apprezzato.

In Turchia ci sono le più belle carte marmorizzate del mondo. Questa arte è chiamata Ebrû perché i disegni riprodotti ricordano la leggerezza delle nuvole. Infatti ebru deriva da ebri, cioè nuvole.

Con la stessa tecnica Alberto ha "marmorizzato" sassi, cravatte e sciarpe in seta. Per molti dei suoi colori e disegni si ispirava a quelli della laguna veneta, che solcava a bordo della leggera barca in legno usata per spostarsi.

Mentre il suo lavoro e la sua bravura, venivano riconosciuti in tutto il mondo, tanto da essere invitato a Istanbul per convegni sul tema, a Venezia non ha mai ottenuto grandi riconoscimenti. Alcuni anni fa aveva ceduto anche il negozio che gestiva a Santo Stefano. Alberto apparteneva alla famiglia Valese che per decenni ha gestito la fonderia nei pressi della chiesa della Madonna dell’Orto. La fonderia che per decenni e decenni ha fornito Venezia dei fari usati nella pubblica illuminazione.

Pubblicato su La Nuova Venezia