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Frontale sulla Romea, chi era la vittima dell’incidente: «Giacomo era un ragazzo serio e pieno di progetti»

Il dolore di papà Otello: «Era riuscito a trovare lo sbocco professionale a cui ambiva». Il titolare: «Preoccupati per il suo ritardo, lo abbiamo invano chiamato al cellulare»

il ritratto

«Giacomo era un ragazzo serio, innamorato del suo lavoro e che aveva tanti progetti per il futuro. Non amava far tardi la sera. Non sappiamo cosa possa essere successo». Sono queste le parole di Otello Zendron, il papà di Giacomo, che ieri mattina, insieme alla moglie Lucia, è stato informato dalle forze dell’ordine della morte del suo unico figlio.

«Giacomo», racconta il papà, «si era diplomato all’istituto Edison di Marghera ed aveva sempre voluto fare l’idraulico, un lavoro che gli piaceva. Alla Gobbi Impianti di Bojon lavorava da circa sei mesi e si trovava bene sia con i titolari che con i compagni».

Il papà e la mamma Lucia tengono a ribadire come il figlio non facesse tardi la sera. «Ieri sera (mercoledì, ndr)», aggiunge papà Otello, «sarà andato a letto al massimo alle 23. Certamente non andava a letto alle 2 o alle 3. Alla mattina si alzava presto per andare al lavoro. Quindi ci risultata difficile pensare che abbia avuto un colpo di sonno».

Che sul lavoro Giacomo fosse una persona seria e diligente lo ribadisce anche il titolare dell’azienda Gobbi Impianti, Filippo Mancin. «Giacomo», racconta il titolare dell’azienda, «non era solito a fare ritardo al lavoro, per quello quando abbiamo visto che non arrivava ci siamo subito preoccupati.

Abbiamo provato più volte a chiamarlo al cellulare. Poi abbiamo ricevuto la telefonata di suo papà che ci ha avvisati di quello che era successo: Giacomo era morto in un terribile incidente. Avevamo saputo del caos sulla Romea a causa di un incidente gravissimo, ma non pensavamo certamente fosse capitato a Giacomo. Oggi (ieri, ndr) mi sono recato a porgere personalmente le condoglianze alla famiglia ad Oriago». La ditta presenzierà ai funerali quando saranno fissati.

Giacomo aveva una fidanzata, Alice di 22 anni, che abita nel suo stesso paese. «Quella con Alice», racconta il papà, «era una storia seria che durava da diverso tempo. Erano appena tornati da una vacanza fatta insieme in Grecia».

Nel quartiere di via Monte Bivera la notizia della morte del giovane ha sconvolto tutti. «Non osiamo immaginare», raccontano i vicini di casa, «il dolore dei genitori per la perdita del loro unico figlio. Siamo pronti a dare loro un aiuto se ne avranno bisogno». Di quello che è successo è stato infornato anche il sindaco di Mira Marco Dori: «Dispiace tantissimo per quello che è successo», dice il primo cittadino, «Alla famiglia vanno le mie condoglianze. Purtroppo la Romea si conferma ancora una volta una strada pericolosissima».

Una posizione, quella di Dori, condivisa anche dal collega sindaco di Campagna Lupia Alberto Natin. Sui social, quando si è diffusa la notizia della morte del 25enne, sono arrivati tantissimi messaggi di cordoglio alla famiglia.Alessandro Abbadir

Pubblicato su La Nuova Venezia