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Fossalta, uccide la moglie e si ammazza: l’assassino era ossessionato dalla gelosia

Il Procuratore Tito: «Lo scenario è chiaro, ma le indagini proseguono». Martedì l’autopsia sui corpi di Lorena e Giuseppe

FOSSALTA DI PORTOGRUARO. La gelosia per una relazione extraconiugale inesistente, il movente che prima ha spinto, nel primo pomeriggio di venerdì, Giuseppe Santarosa, 55 anni, a uccidere la moglie Lorena Puppo di 50 anni e poi a suicidarsi. Un omicidio d’impeto, secondo gli inquirenti, che però non hanno ancora trovato l’elemento scatenante. Che potrebbe essere nel cellulare della donna, non ancora analizzato. Come non sono stati analizzati i tabulati telefonici collegati allo stesso numero intestato alla donna.

Altro step delle indagini: sarà sentito dagli investigatori anche un uomo che Giuseppe riteneva – nella sua fantasia – l’amante della moglie. Una persona che, grazie ai testimoni sentiti nelle prime ore seguite alla tragedia, potrebbe fare maggiore chiarezza sul movente. Si sta dunque verificando se possa essere stato questo il fattore scatenante che ha portato al femminicidio-suicidio dato che, ad oggi, non è stato raccolto alcun elemento certo per tracciare, dal punto di vista investigativo, delle ipotesi certe.

Se i carabinieri di Portogruaro, coordinati dal pm Marco Faion, stanno percorrendo questa pista, è evidente che qualcuno ha raccontato loro i sospetti del marito o le confidenze di Lorena. E, di conseguenza uno dei coniugi deve avere fatto trapelare qualche cosa, del loro rapporto. Un rapporto difficile da decifrare: nessuna traccia di dissidi, né la donna aveva denunciato agli amici o alle forze dell’ordine maltrattamenti o comportamenti anomali del marito.

Anche ieri la Procura di Pordenone ha ribadito che nulla farebbe pensare ad un gesto premeditato. Comprese le ore che hanno preceduto il delitto: la coppia si era recata nel negozio di alimentari a quattro passi dalla loro abitazione. Qui aveva fatto la spesa settimanale. E il negoziante non aveva notato nulla di anomalo. La modalità del femminicidio, il soffocamento con il cuscino, per gli inquirenti sembra dare ulteriore credito all’ipotesi che il delitto si sia consumato improvvisamente, senza avvisaglie. Sarà l’autopsia di cui è stato incaricato il medico legale Antonello Cirnelli, martedì alle 10, a chiarire se la donna ha tentato di reagire alla violenza del marito. Ma da quanto emerso fin qui sul suo corpo non ci sarebbero i segni che restano sul corpo di chi reagisce a un’aggressione. Cirnelli ha già eseguito un sopralluogo nell’appartamento della strage. Da quanto è trapelato dalle forze dell’ordine, subito dopo aver ucciso la moglie, Giuseppe, “Geppo” per gli amici, per la sua capacità di aggiustare qualsiasi cosa, ha chiamato al telefono la nipote dicendole: «Vieni subito da noi, ho commesso un grave errore».

Telefonata fatta prima di tagliarsi la gola, con un grosso taglierino, davanti allo specchio del bagno, per poi dirigersi al letto dove un attimo primA aveva soffocato Lorena.

«Le indagini proseguono a 360 gradi come accade sempre in occasione di questi delitti» ha spiegato il Procuratore di Pordenone, Raffaele Tito «ma lo scenario è stato chiarito, mentre il movente, che sembra afferire alla sfera passionale, pare essere un’ossessione recente dell’uomo, che non trova riscontri nei fatti, secondo quanto raccolto dalle testimonianze dei congiunti». carlo mion

Pubblicato su La Nuova Venezia