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Sessantenne di Spinea morì all’uscita del pronto soccorso a Feltre. Il pm: «Archiviazione per il medico»

Il dottore non avrebbe fatto bene il suo lavoro, ma ci sarebbe voluto troppo tempo per trasportare il paziente all’ospedale di Treviso e sarebbe morto lo stesso per dissezione dell’aorta

SPINEA. Morì all’uscita del pronto soccorso di Feltre. Il dottore non avrebbe fatto bene il suo lavoro, ma ci sarebbe voluto troppo tempo per trasportare il paziente all’ospedale di Treviso e sarebbe morto lo stesso per dissezione dell’aorta. La colpa del medico di turno Alessandro Zanchin è stata chiarita dall’autopsia, però manca il nesso causale tra la sua condotta e il decesso del turista Flavio Gatto, 62 anni di Spinea. Il pm Marta Tollardo ha chiesto l’archiviazione del fascicolo per omicidio colposo.

La famiglia Gatto, che aveva presentato un esposto attraverso l’avvocato Enrico Cancellier e non aveva nominato consulenti di parte, dovrebbe farsene una ragione secondo la Procura, ma naturalmente non sarà così: presenterà opposizione all’archiviazione e avvierà una causa civile. La parola al gip, che dovrà decidere se archiviare, disporre nuove indagini oppure ordinare la scrittura del capo d’imputazione sul decesso del 17 ottobre 2021.

Gatto era a Fiera di Primiero con la famiglia e accusa dolori al petto e all’addome. Portato in ambulanza all’ospedale di riferimento di Feltre, gli vengono fatte due flebo, dopo di che il medico gli dice che sarebbe stato dimesso. Nessuna tac o esame più approfondito, malgrado i dolori. Stava per andarsene quando si è sentito male, accasciandosi a terra in un lago di sangue. A quel punto è stato intubato e i sanitari hanno usato il defibrillatore, ma il cuore non rispondeva più.

Dopo l’esposto, la Procura ha incaricato il medico legale Antonello Cirnelli dell’autopsia, affiancandogli il chirurgo vascolare Michele Antonello. Cirnelli e Antonello arrivano alla conclusione che il dottor Zanchin «non ha espresso un comportamento adeguato alle caratteristiche del caso; in tal senso, quindi, il suo operato va censurato a titolo di imprudenza e negligenza. Poteva e doveva comprendere che si trattava di un caso di dissecazione aortica con presentazione atipica e quindi disporre l’esecuzione urgente di alcuni accertamenti». Ma il problema un altro: al San Martino di Belluno, non c’è un’idonea sala chirurgica e bisognava portare Gatto all’ospedale di Treviso. —

Pubblicato su La Nuova Venezia