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In mille a Marcon per l’abbraccio al lagunare Claudio Parodi: «Portatore di pace tra chi non la voleva»

Il commosso addio allo stadio comunale per il militare che nella sua carriera ha partecipato a numerose missioni all’estero. Il ricordo dei colleghi: «Carismatico e severo»

MARCON. Quanto fosse amato, ben voluto e rispettato Claudio Parodi, lo si è visto oggi, mercoledì, al campo sportivo di Marcon, dove si è tenuto l’ultimo saluto al lagunare 74enne morto dopo una malattia. Lì, tra il migliaio di persone accomodatesi tra sedie e tribuna, c’erano forze dell’ordine, vigili del fuoco, Marina, Ministero della difesa, il sindaco Matteo Romanello (che aveva proclamato il lutto cittadino), Matteo Senno in rappresentanza della Città metropolitana e, soprattutto, i suoi Lagunari, oltre a gente comune. Quanto ha fatto nel corso della sua carriera, le sue missioni in giro per il mondo, il suo essere intransigente ma dal forte lato umano, ne hanno fatto uno dei soldati più decorati d’Italia. Gli sono stati dedicati tutti gli onori militari, i saluti. Era un esempio da seguire e lo sarà ancora. “Il capo” era soprannominato e quel suo essere guida è emerso nei racconti durante la funzione, officiata dal cappellano militare, don Gianni Medeot e dal parroco di Marcon, don Silvano Filippetto.

«Era una figura carismatica, precisa, severa», lo ricorda nell’omelia don Gianni, «ma in tanti ricordano i suoi insegnamenti. Tutto è stato fatto perché la persona migliorasse. In missione all’estero portava la pace a chi non la voleva e per garantire una convivenza pacifica nei territori martoriati dalla guerra». Poi don Gianni racconta alcuni aspetti della vita di Claudio Parodi, congedatosi con i gradi di Maresciallo maggiore aiutante.

«Dopo il militare», rivela, «si era dedicato al prossimo, al volontariato, all’affidamento degli orfani. Se qualcuno aveva bisogno, lui c’era sempre. Sull’epigrafe c’è la sigla Lmc, acronimo di Laici missionari della carità, a cui aveva dedicato gli ultimi anni della sua vita. Era un esempio di dedizione al prossimo e aveva preso i voti privati di castità, povertà e obbedienza». Al termine sono state lette le preghiere del Lagunare e del Marinario, mentre i colleghi hanno ricordato il «grande uomo, l’amico». «Claudio Parodi», lo descrive il colonnello Emilio Modolese, «era una persona schiva, discreta. Il settimanale Panorama gli aveva dedicato una copertina, la prima per un militare. Era una bussola, a cui noi ci eravamo affidati». «Parodi era un esempio per tutti», aggiunge il generale Luigi Chiapperini, «oltre a essere un simbolo, un mito, una persona speciale per tutti noi». Lascia la moglie Mariagrazia, i figli Carlotta ed Eugenio e i parenti. Ora la salma sarà cremata. 

Pubblicato su La Nuova Venezia