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L’investitore di Marco Scroccaro sconvolto. «Mi è apparso all’improvviso non dormo da quella sera»

Il 57enne sconvolto per un dramma che sta distruggendo due famiglie. In auto c’era la figlia quasi coetanea della vittima. Fiori e telegramma ai genitori

MIRA. C’è la tragedia incommensurabile di due genitori che hanno perso il loro unico figlio, ucciso a 19 anni da un’auto che l’ha investito sulle strisce pedonali. E c’è il dramma dell’uomo che era alla guida dell’automobile che ha colpito e ucciso Marco Scroccaro e che non riesce a darsi pace per quello che è successo. In macchina con lui c’erano la figlia di 17 anni e la compagna.

«Vogliamo essere il più rispettosi possibili per la tragedia della famiglia Scroccaro», parla quasi a mezza voce l’avvocato Alessio Morosin, legale del 57enne di Dolo ora sotto indagine per omicidio stradale, «Questo dramma sta distruggendo due famiglie. Il mio cliente non si dà pace per la morte di questo splendido ragazzo che ha più o meno l’età di sua figlia, che era in macchina con lui. Non dorme da giorni. Dice che gli è apparso all’improvviso, con la tuta scura, e che non l’ha visto nell’imbrunire del pomeriggio. Ha mandato un telegramma alla famiglia, per abbracciarli, disperato per la morte del ragazzo. Ha portato dei fiori sul luogo dell’incidente. Sono tutti sconvolti».

Ieri, intanto - su disposizione del pubblico ministero Daniela Moroni, che sta seguendo l’indagine - è stata effettuata l’autopsia sul corpo del ragazzo: Marco è stato colpito sabato 19 febbraio mentre attraversava le strisce pedonali, durante una corsa lungo la bretella della Mira Lanza dopo un pomeriggio di studio, lui che stava preparandosi per un concerto, grande talento del canto lirico, tenore e studente al Conservatorio Benedetto Marcello.

L’autopsia ha confermato la violenza dell’investimento e la morte sul colpo del ragazzo, colpito quasi dalla fiancata della Megane, dal lato del guidatore.

Ora si aspettano gli esami tossicologici di routine: un atto dovuto, da parte della Procura, che si appresta a restituire il corpo del ragazzo all’abbraccio dei suoi genitori, del parenti e degli amici per l’ultimo saluto.

Il “suo” Conservatorio - dopo il minuto di silenzio, alle 13 di lunedì - sta pensando di indire il lutto il giorno in cui si terranno i funerali nella chiesa di Gambarare.

Nei prossimi giorni sarà conferita all’ingegner Zamuner la consulenza tecnica per certificare la dinamica dell’incidente mortale. La difesa nominerà un proprio consulente: nel frattempo, all’indagato - che è risultato in regola all’alcol test - è stata restituita anche la patente.

La famiglia ha nominato come proprio legale l’avvocato Stefano Pinosio.

Pubblicato su La Nuova Venezia