• Home
  •  > Notizie
  •  > «Andrea, l’artista dei fiori» Mille persone per l’abbraccio

«Andrea, l’artista dei fiori» Mille persone per l’abbraccio

mirano

Un migliaio di persone per ricordare l’artista dei fiori. Ieri pomeriggio una comunità intera si è fermata per dare l’ultimo saluto ad Andrea Barbato, il fiorista di 48 anni morto per infarto lo scorso 20 dicembre. Un lutto improvviso che l’intera Zianigo fatica ancora ad elaborare, tale l’affetto che molti provavano nei suoi confronti. La chiesa non era in grado d’ospitare le centinaia e centinaia di persone che volevano essere presenti al funerale, così nel confinante campo parrocchiale è stato installato un maxischermo per consentire a chiunque d’assistere alla funzione.

In maniera ordinata e composta, grazie ai volontari della parrocchia, si sono ritrovate persone di tutte le età: parenti, amici, colleghi, conoscenti. Ognuno di loro ha accompagnato con un tenero sguardo la moglie Sonia e le giovani figlie Emma ed Anna, abbracciate dal primo all’ultimo momento. Più di qualcuno osservava la fioreria della sorella Daniela nella quale Andrea lavorava, posizionata proprio a un centinaio di metri dalla chiesa. Quella chiesa che lui stesso amava adornare con le sue colorate creazioni.

«L’hai resa bella con il tuo gusto e la tua passione», ha detto don Ruggero con voce provata dall’emozione, «e la tua vita deve essere anzitutto esempio per tutti noi. In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, dobbiamo ricordarci che esistono persone che ci lasciano cose grandi e buone. Ciò che hai seminato nei nostri cuori non potrà morire mai». Forse non è un caso che a riscaldare i presenti ci sia stato un sole primaverile ad esaltare il candore delle rose bianche vicine alla bara.

«Grazie per averci dato la possibilità di far parte del tuo staff», ha letto in una lettera una delle colleghe a nome di Arianna, Ketty, Valeria e Giovanna, «e grazie per averci insegnato delle qualità che nemmeno pensavamo d’avere, attraverso la tua calma e il tuo esempio». Sul banco sul sagrato, la sua foto sorridente e un foglio per ricordare che le offerte saranno destinate ai bambini della Fondazione Città della Speranza. L’ennesimo atto d’amore di un artista buono. —

Pubblicato su La Nuova Venezia