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Morta a 24 anni. «Processate il compagno»

Cristina Durac perse la vita a marzo nello schianto di Altanea: era incinta. Il fidanzato 28enne guidava senza avere la patente

CAORLE

Guida dell’auto senza patente e violazione di più norme del codice della strada. Con queste accuse la Procura di Pordenone ha chiesto al Gip del Tribunale il rinvio a giudizio del 28enne rumeno B. I. , che lo scorso 14 marzo, a Caorle, rimase coinvolto nel tragico incidente in cui perse la vita Cristina Durac, 24 anni, di origini rumene, compagna dell’uomo e in stato di gravidanza.

L’ipotesi avanzata, per il guidatore, è quella di omicidio stradale. La coppia, quel giorno, viaggiava a bordo di una Opel Vectra proveniente da Caorle e diretta verso Duna Verde.

L’auto, in via Altanea, un chilometro dopo la rotonda del Brian, quasi all’altezza del Camping Pra’ delle Torri, si scontrò con un pick-up che arrivava dalla direzione opposta.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, quel giorno, il 28enne era al volante del veicolo senza aver conseguito la licenza di guida. In corrispondenza di una curva, non moderando adeguatamente la velocità, avrebbe sbandato verso sinistra invadendo la corsia sulla quale viaggiava l’altro mezzo, impattandoci contro nonostante il tentativo di frenata e accostamento da parte del conducente di quest’ultimo, un uomo residente a San Stino di Livenza.

La 24enne rumena, stando sempre alle indagini del pubblico ministero, era sul sedile del passeggero priva delle cinture di sicurezza. Dopo l’impatto il veicolo ha abbattuto un palo segnaletico collocato in prossimità di un’aiuola, determinando un’ampia deformazione dell’abitacolo. Per la donna, così come per il feto che aveva in grembo, non vi fu nulla da fare nonostante i soccorsi dei vigili del fuoco e del Suem 118 giunti sul posto.

Morì per il grave politrauma riportato.

Anche il conducente aveva riportato serie conseguenze dall’incidente. Le sue condizioni erano gravissime ed era stato ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale dell’Angelo. Poi aveva recuperato. Con lui la donna stava raggiungendo al città di Foggia, in cui erano domiciliati.

I rilievi di legge furono eseguiti dalla polizia locale di Caorle. Il sanstinese coinvolto nell’incidente riportò invece ferite lievi, nonostante la gravità dell’impatto.

All’epoca dei fatti il conducente risultava risiedere a Foggia. Ora è difeso dall’avvocato di fiducia Damiano Danesin e con la richiesta di rinvio a giudizio dovrà comparire di fronte al giudice. Il prossimo iter sarà quello dell’udienza preliminare, con la valutazione di un eventuale rito alternativo.

Non si esclude, infine, che la difesa possa rivolgersi a un proprio consulente per approfondire ulteriormente la dinamica dell’incidente. —

Alessio Conforti

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Pubblicato su La Nuova Venezia