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Lutto a Caorle: morto Renzo Bertoncello, una vita tra sport e ristorazione

Aveva 72 anni ed era il fratello dell’ex sindaco. E’ stato anche presidente della locale squadra di calcio 

CAORLE. In salute precaria da anni, è mancato alla vigilia dell’Epifania all’hospice di San Donà Renzo Bertoncello, 72 anni, ristoratore, presidente della squadra di calcio a Caorle e molto altro. Era anche fratello dell’ex sindaco di Portogruaro e attuale consigliere comunale, Antonio Bertoncello. Lascia nel dolore la moglie, i due figli Massimiliano e Marco che hanno seguito le orme paterne, la figlia Monica. I funerali sono fissati per mercoledì prossimo, 12 gennaio alle 10.30, nel duomo di Caorle. Il rosario martedì alle 18.

Impossibile, per qualsiasi caorlotto, non conoscere Renzo Bertoncello. Con la sua famiglia ha lavorato al bar Ester di via Roma, poi al bar Suisse in centro storico, al ristorante All’Anguilla e infine all’Antico Petronia, dove attualmente c’è la gestione dei figli Massimiliano e Marco. Poi la grande passione per il calcio, in particolare per quello giovanile.

Ha ricoperto il ruolo di presidente del Caorle fino a gli anni ’90. Negli anni ’70, assieme al cavalier Luigi Ineschi, aveva fondato il Caorle Club, il gruppo di tifosi della allora squadra rossoblu, poi fusasi con il La Salute nell’attuale Caorle La Salute. Renzo Bertoncello ha quindi organizzato molti tornei “canicolari”, cosiddetti perché si giocano sotto la canicola estiva, al campo del Prete, a due passi proprio dal ristorante All’Anguilla. Nel 2014 morì il padre, Silvano Bertoncello, all’età di 91 anni. Nel 2019 era invece scomparso il fratello minore, Angelo Bertoncello, che aveva preso in gestione proprio l’Anguilla in tempi più recenti.

Messaggi di cordoglio da molte persone stanno raggiungendo la famiglia Bertoncello in questi giorni. «Ho trascorso con lui le ultime ore» ha raccontato emozionato il fratello Antonio Bertoncello «siamo riusciti a trovare un posto all’Hospice di San Donà di Piave. L’ho accompagnato al mattino. Nel pomeriggio dopo poche ore era già morto».

La città è in lutto, così come il mondo dello sport che a lui deve molto. Lo ricorda il vecchio custode dello stadio Chiggiato, Luigi Rossetti. «Era una persona buonissima e sempre disponibile con tutti» ha detto «metteva entusiasmo in tutto ciò che faceva. Sport e ristorazione da oggi sono più poveri». Proprio poche ore prima della sua morte il secondogenito Marco, una delle colonne della squadra Amatori calcio, aveva compiuto 48 anni. 

Pubblicato su La Nuova Venezia