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Un infarto stronca Patera, medico e consigliere

Il professionista, 64 anni, si è sentito male ieri a casa. Aveva lavorato anche a Noventa e sedeva nel Gruppo Misto

SAN DONà

È morto improvvisamente a 64 anni il dottor Carlo Patera, conosciuto medico di base e consigliere comunale di San Donà. È stato colto da infarto nella sua abitazione ieri mattina, appena alzato. Inutili i tentativi disperati di soccorrerlo da parte della moglie e dei sanitari del 118 subito giunti sul posto. I soccorritori hanno cercato disperatamente di salvarlo con quasi 40 minuti ininterrotti di intervento per rianimarlo. Ma il suo cuore ha cessato di battere poco dopo le 9.30. Lascia la moglie Maria Midena, conosciuta broker di assicurazione, e due figli, Benedetto e Giulia, cui era legatissimo.

Medico di medicina generale, laureato all’Università di Palermo, aveva cessato da poco l’attività di medico di base continuando la professione medica in altri ambiti, in particolare nel settore della medicina del lavoro. Era stato anche medico militare nell’Esercito con il grado di colonnello a Vittorio Veneto, inquadrato nel Quinto Corpo d’Armata. Ed era consigliere comunale, eletto con una lista civica di Oliviero Leo, poi passato nel Gruppo Misto dove aveva proseguito nel suo impegno per la comunità.

Originario della Sicilia, precisamente di San Cataldo in provincia di Caltanissetta, discendente di una famiglia aristocratica, si era trasferito da anni al nord e quindi in Veneto, dove era giunto nel 1986. Un uomo colto ed elegante, generoso e vicino alla gente. Tanti cittadini lo ricordano ancora con nostalgia e stima dopo gli anni di lavoro nell’ambulatorio di via XIII Martiri ed a Noventa di Piave, in via Roma, in cui era sempre presente, con il suo sorriso, la competenza e la disponibilità verso i pazienti. Aveva lavorato come medico anche nel Comune di Mareno di Piave, in provincia di Treviso. Un profilo professionale importante, tanto che un mese fa aveva ricevuto anche la nomina come medico del lavoro della base Nato e aveva avuto anche il mandato per l’azienda di polli Aia. Molte altre aziende lo avevano contattato per altri incarichi.

Il lavoro era per lui una missione. La mamma Franca Goria, di origini piemontesi, era medico in Sicilia, dove si era sposata e trasferita ancora giovane, ed era morta prematuramente per un tumore quando lui aveva 8 anni. Fino a quel momento l’aveva seguita in ambulatorio giocando con le provette. Da allora Carlo Patera aveva studiato e si era laureato, avviando la professione medica nel suo ricordo e per salvare altre vite. I colleghi medici ieri mattina si sono uniti al lutto della famiglia, profondamente scossi dalla morte. La notizia della sua scomparsa è stata un duro colpo anche per l’amministrazione comunale, dal sindaco agli assessori ed ai consiglieri comunali che con lui hanno lavorato per anni. Subito le condoglianze dei colleghi consiglieri e amici, tra i quali Elio Monegato, Massimiliano Rizzello, Costante Marigonda, Maria Carla Midena e tutti gli altri. I funerali saranno celebrati martedì o giovedì in Duomo, poi sarà tumulato nel cimitero di San Donà. —

Giovanni Cagnassi

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Pubblicato su La Nuova Venezia