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Mira: muore solo in casa, trovato dopo una settimana

Mauro Valentini, 64 anni, rinvenuto dopo che i vicini hanno dato l’allarme. La Lega: «Politiche sociali non efficienti»

MIRA. Muore in casa e il decesso viene scoperto una settimana dopo. È la quinta tragedia della solitudine in pochi mesi che si è consumata a Mira. La vittima è Mauro Valentini, pensionato di 64 anni che viveva in una palazzina dell’Ater in via Di Vittorio. Valentini, senza figli, era vedovo da qualche anno. Nel palazzo in tanti lo ricordano come una persona riservata e gentile. Da qualche giorno nessuno lo aveva più visto uscire. Nonostante qualcuno avesse anche suonato il campanello, nessuno aveva risposto.

Di fronte a un silenzio preoccupante, il vicinato ha informato il Comune che a sua volta ha attivato le forze dell’ordine. I carabinieri di Mira hanno forzato la porta e purtroppo hanno trovato l’uomo morto. Il decesso per cause naturali risale a diversi giorni prima, si stima una settimana.

L’uomo non era seguito dai servizi sociali ma era noto per aver avuto nel passato qualche problema. Si tratta del quinto caso capitato in pochi mesi nel territorio di Mira. In estate era deceduta in solitudine una cinquantenne a Mira Porte. Poi un uomo trovato morto sotto il portico di casa in via Molinella a Mira Vecchia. Quindi un 47enne in via Corridoni, infine un pensionato a Oriago. E ora Valentini.

«Mira», spiega il capogruppo della Lega Stefano Deppieri, «sta diventando l’epicentro delle persone sole trovate morte in casa dopo giorni e giorni. Qualcosa non va, il Comune studi politiche sociali più efficaci per fermare questa catena di lutti. Quando diciamo che Mira è un dormitorio e la socialità è carente, intendiamo anche questo. Farò una interpellanza nel prossimo consiglio comunale».

Una risposta arriva dall’assessore alle Politiche sociali Chiara Poppi: «Questa nuova tragedia della solitudine ci colpisce molto. È l’ennesimo caso che dimostra come l’allentamento dei legami parentali, amicali e di vicinato porti le persone a essere sempre più sole. Questo cittadino non era seguito dai Servizi sociali. Puntiamo a politiche sociali che includano il rafforzamento dei legami di vicinato». Il Comune fa sapere di essere sempre disponibile a dare una mano per il funerale, non ancora fissato, e per la sepoltura.

Pubblicato su La Nuova Venezia