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Nebbia e salto di carreggiata Venti vittime in due schianti

cessalto

Morti e feriti per la nebbia nel 2003, le fiamme e un salto di carreggiata nel 2008. Due stragi a distanza di cinque anni. Complessivamente venti morti e una novantina di feriti. E sempre in quel maledetto tratto di A4 all’altezza di Cessalto. Era la mattina del 13 marzo 2003: a causa della nebbia e dell’incendio scoppiato su un tir si susseguono vari tamponamenti. Il bilancio è tragico: tredici morti e 78 feriti, tra cui quindici in prognosi riservata, e quattro in pericolo di vita. Duecentocinquanta i veicoli coinvolti. Tra questi molti mezzi pesanti. Ma la Polstrada accusa: non è solo colpa della nebbia, ma dell’alta velocità.

Sono stati la scarsa visibilità e il fuoco a provocare i due maxi tamponamenti, che hanno preso il via in uno dei momenti di massimo traffico su quel tratto dell’autostrada. Tutto inizia quando un autoarticolato carico di bombole di idrogeno, che procede verso Venezia si incendia. Le fiamme investono anche alcune auto che sono subito dietro. Poi si scatena l’inferno, con gli altri mezzi che finiscono uno contro l’altro. Intanto sull’altra carreggiata, in direzione di Trieste, a poche centinaia di metri di distanza avviene un altro tamponamento, in cui rimangono coinvolte altre decine di veicoli.

È l’8 agosto 2008, è un venerdì di esodo estivo che finisce in tragedia sull’A4 a Cessalto: sette persone perdono la vita tra le fiamme. Tra i morti c’è anche un bambino di 10 anni. Lo schianto avviene poco dopo le 15 ed è stato provocato da un salto di carreggiata di un camion, sotto il quale sono finite tre automobili. In pochi minuti si scatena l’inferno: l’impatto ha causato un violento incendio che ha coinvolto altre vetture e reso più difficoltose le operazioni di soccorso. —

C. M.

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Pubblicato su La Nuova Venezia