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«Di quella moto avevo paura Gli avevo detto: se la vendi io te la pago il doppio»

La disperazione del padre Graziano. «Ma a quell’ora non può aver corso forse ha accusato un malore o è stata solo una tragica fatalità» 

il ricordo

«Di quella motocicletta avevo paura. Avevo detto a mio figlio: se la vendi te la pago il doppio io». Graziano Cecchinato, il padre di Davide, lo ricorda con la voce rotta dal dolore.

Ma l’attrazione per la velocità delle due ruote era irresistibile. Sul profilo Instagram il ragazzo elencava con orgoglio quali mezzi aveva e aveva avuto: una Vespa, una Honda 125, una Ducati Monster 696.

Abitava con la famiglia a Vigonovo capoluogo, in via Sagredo 2 /B. Si era diplomato alle scuole superiori di Dolo all'istituto commerciale Maria Lazzari, come ragioniere. Aveva poi trovato lavoro in una azienda di spedizioni che aveva sede prima a Rubano e poi a San Giorgio delle Pertiche, nel padovano. «Davide ieri mi aveva detto che andava a Chioggia con gli amici» ricorda il papà affranto dal dolore «Gli avevo detto di andare in auto con loro. Lui però ha voluto andare con quella moto da velocità. Quella moto mi faceva paura». Quasi un presentimento, forse, prima della tragedia. «Poi ci hanno avvisato di quell'incidente nella notte» racconta l’uomo «A quell'ora a Chioggia, con tutto quel traffico, non poteva aver corso forte. È uscito di strada da solo. Forse ha accusato un malore o forse solo una tragica fatalità».

In paese Davide era conosciuto per la sua giovialità e voglia di vivere. Aveva una fidanzata ed era sempre pronto a divertirsi con i suoi amici. La notizia della sua morte è piombata su tutta Vigonovo. Il papà Graziano è conosciuto come un imprenditore nel campo della carpenteria. Ha una azienda di dimensione artigiana nella frazione di Galta, azienda che gestisce con altri due soci- titolari.

«Davide aveva preso la sua strada» spiega il padre «Faceva il lavoro che gli piaceva fare. Ha cominciato con le consegne, col tempo però si era meritato la fiducia in azienda e a settembre sarebbe dovuto diventare referente per la zona del padovano, assumendo anche un ruolo da responsabile». Prima aveva lavorato a Rubano.

Tantissime persone, ieri, sono andate dalla famiglia Cecchinato a porgere le condoglianze. «Ringrazio sia il parroco che il sindaco, una persona che conosco da tempo e che mi è stato vicino in questo momento».

La magistratura vista la dinamica e le cause chiare del decesso del ragazzo ha dato subito il via libera ai funerali che sono già stati fissati. —

Alessandro Abbadir

Pubblicato su La Nuova Venezia