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Botte in carcere e tentata violenza condanna ridotta a 9 anni in appello

È stata sostanzialmente confermata la sentenza di primo grado, per il reato di tentato omicidio aggravato, a carico di M.B., 41enne di origine marocchina, che nel gennaio 2019 aveva massacrato di botte con uno sgabello di legno il proprio compagno di cella, N.G., all’ora 24enne, nel Carcere “Due Palazzi” di Padova, portandolo sulla soglia della morte, dopo avere tentato anche di violentarlo. In primo grado era stato condannato a 10 anni, ieri in appello la pena gli è stata ridotta a 9 anni, un anno in meno. La vittima e i famigliari si sono costituiti parti civili con gli avvocati Renato Alberini e Augusto Palese.

Ma non finisce qui. Infatti i legali delle parti civili intendono chiamare a rispondere civilmente l’Amministrazione penitenziaria di Padova e, per l’effetto, lo stesso ministero della Giustizia, nel cui confronti sono già state inoltrate richieste risarcitorie che, tuttavia, non hanno sinora avuto alcun effetto.

Pubblicato su La Nuova Venezia