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Pellestrina. Perde l’equilibrio in barca, muore sul colpo

Giacomo Maroni, 63 anni, era con la compagna. La denuncia del figlio: «Voglio sapere chi ha causato quel moto ondoso» 

PELLESTRINA.

In un incidente nautico dai contorni ancora oscuri ha perso la vita Giacomo Maroni, 63 anni, elettricista padovano. Si trovava a bordo della sua sei metri in laguna all'altezza di Pellestrina, quando il moto ondoso gli ha fatto perdere l’equilibrio. Nella caduta è morto sul colpo, il suo corpo è precipitato sulla leva di comando e per qualche istante la barca ha vagato incontrollata, fino a schiantarsi contro un muretto. Con lui c’era la compagna Maria, illesa. «Vorrei proprio sapere chi c’era che sfrecciava in laguna in quel modo, per aver fatto cadere un navigatore esperto come mio padre», si chiede il figlio Daniele.

L’incidente

È successo poco dopo pranzo. Giacomo Maroni e la compagna erano da poco usciti dal ristorante Ai Pescatori e stavano per riprendere a navigare in laguna. «Il fondo della barca era bagnato e, probabilmente, è quello che l’ha fatto scivolare» ricostruisce il figlio Davide.

«Certo è che tutto succede a causa di un’onda improvvisa». La dinamica è frutto dell’incrocio di una serie di informazioni che proprio il figlio Davide ha acquisito sul posto, parlando con medici e carabinieri.

«Il medico ha riscontrato la frattura della clavicola» rivela ancora il figlio. «Lo scorso mese di dicembre era stato operato al cuore e attualmente assumeva un farmaco anti coagulante. Tutto questo potrebbe aver compromesso la situazione».

Accertamenti

La famiglia Maroni conosce bene quell’angolo di laguna, con le sue meraviglie ma anche con i suoi pericoli. Giacomo Maroni aveva conseguito la patente nautica nel 1989, i figli spesso erano con lui. «In quell’area c’è il divieto di superare la velocità di 10 nodi ma non lo rispetta nessuno» denuncia Daniele. Per questo dico che tutto ciò potrebbe essere stato causato dalla condotta spregiudicata di qualcuno». Questo è ciò che dovranno verificare i carabinieri di Pellestrina, che hanno a disposizione però un unico testimone: la compagna della vittima. Per la velocità con cui è successo tutto, per lo spavento e l’agitazione, la donna potrebbe non aver fissato particolari utili a questo tipo di accertamento. La donna, tra l’altro, si è ritrovata trasportata da una barca rimasta senza conduttore e con l’acceleratore incastrato. Dopo lo schianto contro il muretto è riuscita però a spostare il corpo inerme di Giacomo Maroni e a riportare la leva alla posizione di spegnimento.

Chi era

Il sessantatreenne era molto conosciuto a Padova. Insieme ai figli gestiva un’impresa di idraulica, elettrica e climatizzazione. Nel 2009 aveva perso la moglie, stroncata da un tumore. Giacomoera ormai in pensione da due anni, erano rimasti i figli Davide e Daniele a portare avanti l’attività. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia