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Mamma muore dopo il parto: 85 medici senza colpa

Sembrava solo affaticata dopo la nascita del suo secondo figlio. Ma aveva un cancro al colon in stato avanzato che l'ha divorata in pochi mesi strappandola al figlioletto

CAMPONOGARA. Una giovane mamma era morta dopo il parto, ma per la giustizia nessun medico ha colpa. Il giudice. Domenica Gambardella ha archiviato l’indagine in merito a 85 medici indagati per omicidio colposo per la morte di una donna avvenuta 7 mesi dopo il parto. Il pubblico ministero Paolo Luca in seguito all’esposto dei famigliari della donna scomparsa aveva deciso di compiere delle indagini su tutti i camici bianchi che l’avevano visto nei giorni prima del decesso. Ma evidentemente nessuno è stato ritenuto responsabile.

La sua è solo una storia drammatica, un destino crudele che l’ha strappata al suo piccolo figlio e agli altri congiunti. Lo stesso orientamento l’aveva avuto il consulente tecnico della procura di Padova, il dottor Dario Raniero dell’Istituto di medicina legale di Verona. Per questo al termine di una lunga indagine, destinata a far finire nel mirino dell'autorità giudiziaria gli 85 camici bianchi, era stata chiesta l'archiviazione dell’accusa per tutti. Si tratta di sanitari dell'Azienda ospedaliera e dello Iov (Istituto oncologico del Veneto) di Padova, dell'ospedale di Dolo e di Mirano, infine dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

La famiglia della sfortunata mamma si era opposta alla richiesta di archiviazione. Ora, è arrivata la sentenza del gup. Tutti prosciolti. La ventinovenne di Camponogara partorisce il suo secondo bimbo il 18 maggio 2011 nella Clinica ginecologica padovana al termine di una gravidanza senza particolari problemi. La donna - che era stata ricoverata il giorno prima – dà alla luce il piccolo con un parto cesareo e, dopo qualche giorno, viene rispedita a casa.

Però la ripresa è difficile, mentre i dolori e lo stato di affaticamento si moltiplicano. A luglio si sottopone a una visita all’ospedale di Dolo e gli accertamenti svelano la presenza della malattia neoplastica: un cancro al colon. Inizia la fase della chemioterapia, mentre nell’agosto successivo una peritonite aggrava lo stato di salute della donna operata d’urgenza. Poi si riprende. Ma il 10 dicembre muore divorata dal male. Difficile rassegnarsi a una morte così prematura e atroce. Ma non ci sono stati comportamenti negligenti o superficiali da parte dei medici che hanno visitato o avuto in cura la paziente anche nei 9 mesi della gravidanza.

Pubblicato su La Nuova Venezia