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Arrestato un latitante è accusato di omicidio

In Francia ha legato e picchiato per rapinarlo il custode di un campeggio Fermato dalla Squadra Mobile mentre passeggiava in riva Sette Martiri

Accusato di omicidio, era ricercato in tutta Europa ed è stato fermato a Venezia, venerdì mattina, mentre passeggiava lungo Riva Sette Martiri. Romeo Virgil Vlad, cittadino romeno di 39 anni, è stato fermato dalla Squadra mobile della polizia veneziana, tradito da una scheda telefonica. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo per il reato di omicidio, commesso a seguito di rapina, avvenuto in Francia nel 2013. A febbraio un cittadino francese della città di Royan - un centro di ventimila abitanti nella regione di Poitou-Charentes, a Nord - era stato aggredito nella sua abitazione, a scopo di rapina.

La vittima, il custode di un campeggio, era stato trovato morto il giorno successivo alla rapina, legato e con varie tumefazioni. Dalle stanze erano spariti soldi in contanti e gioielli. La Squadra mobile veneziana, avuta notizia dai colleghi francesi che il pericoloso latitante potesse trovarsi in città, ha avviato una serie di accertamenti, tra i quali anche la possibile disponibilità di utenze cellulari, a lui intestate o riconducibili, e che potevano risultare utili per la cattura del latitante. In collaborazione con l’autorità giudiziaria una volta individuato il telefono cellulare da lui utilizzato, la Squadra Mobile lagunare ha cominciato una serie di appostamento nella zona frequentata dal latitante, e nella quale il suo telefonino risultava agganciato. E così nella tarda mattinata di venerdì gli investigatori hanno riconosciuto e arrestato il pericoloso latitante, mentre passeggiava in riva Sette Martiri.

Ora che Romeo Virgil Vlad è finito in carcere bisognerà cercare di capire come sia arrivato in centro storico, e di quale appoggi potesse godere in città, per nascondersi. L’operazione della polizia è stata portata avanti in stretto rapporto informativo con il Servizio centrale operativo della Polizia e il Servizio per la cooperazione di polizia e le Autorità francesi, che da tempo stavano dando la caccia all’uomo accusato di omicidio. L’arrestato, anche in Italia, annovera precedenti penali per reati contro il patrimonio. (f.fur.)

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Pubblicato su La Nuova Venezia