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Meggiato resta in cella respinta la richiesta di arresti domiciliari

Il 51 enne è accusato di aver sparato ad Andrea Baldan l’ex marito della compagna morto dopo una colluttazione

oriago

Simone Meggiato resta in carcere. Il tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa del 51 enne, rappresentato dall’avvocato Tiziana Nordio, accusato di aver ucciso con due colpi di pistola Andrea Baldan, ex compagno della moglie. Per il tribunale, restano dunque intatti gli elementi che avevano spinto la gip Barbara Lancieri a convalidare l’arresto e a disporre la custodia cautelare in carcere subito dopo i fatti di inizio luglio.

La decisione della gip, a distanza di 48 ora dai due colpi di pistola esplosi contro l’ex lanciatore del peso, era stata motivata da una reazione considerata «abnorme» rispetto alla minaccia presunta o reale costituita dall’ex lanciatore di peso, tale da rendere concreto il rischio di un ripetersi del reato. Quella sera, Meggiato era infatti sceso per strada armato di pistola, che deteneva legalmente e usava al poligono di tiro: «L’avevo infilata nella cinta dei pantaloni», le parole riferite al suo avvocato, «ero terrorizzato da lui. C’è stata una colluttazione, non mi ricordo di aver sparato». Secondo una prima ricostruzione, Baldan - alterato dall’alcol - aveva suonato insistentemente all’abitazione di Meggiato, per poi allontanarsi ed essere raggiunto per strada dal nuovo compagno della moglie. Ed era lì, in mezzo alla strada, che nel giro di pochi minuti l’alterco si è trasformato in tragedia.

Di lì a pochi giorni, l’ex moglie di Baldan (compagna di Meggiato) aveva raccontato delle difficoltà legate alla dipendenza dall’alcol per l’ex lanciatore del peso, accusando amici e conoscenti di averlo lasciato solo in un momento di difficoltà.

Una prima ricostruzione del fatto, e di come siano realmente andati quei drammatici momenti, la si potrà avere solo dai primi risultati dell’autopsia e della perizia balistica che dovranno far luce sulla distanza di fuoco, sull’inclinazione dei proiettili e sulle reali cause della morte. Resterà da accertare, poi, il motivo per cui Baldan (già raggiunto da un ordine di allontanamento dalla casa dell’ex compagna per minacce) fosse andato sotto casa di Meggiato. E come sia stato possibile che dalla sua pistola siano partiti accidentalmente tre colpi. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia