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Guardia giurata vinta dal tumore a 42 anni

Originario della Sardegna, Bruno Usai aveva tre figli piccoli. La moglie Valentina: «Sempre allegro, aiutava tutti»

MIRANO

Grande cordoglio a Mirano per la prematura scomparsa di Bruno Usai, stroncato da un tumore a soli 42 anni. Marito e padre di famiglia, si è spento mercoledì scorso dopo una lunga e difficile lotta contro una malattia che l’ha consumato troppo presto.

Originario del sud della Sardegna, lì conobbe la moglie Valentina quando erano entrambi adolescenti. La coppia si è stabilita a Mirano quasi 17 anni fa, dopo il servizio militare di lui, avendo tre figli e una figlia di età comprese tra i 15 e i 3 anni. Le loro vacanze, però, li vedevano sempre tornare in Sardegna, dove Bruno ritrovava genitori e parenti e poteva dedicarsi alla sua grande passione, la pesca subacquea, che condivideva con il cugino. Appena arrivato a Mirano, aveva iniziato a lavorare come artigiano nell’azienda dei suoceri e in seguito si era messo in proprio, aprendo una partita Iva. Poi aveva cambiato settore ed era stato assunto da una compagnia di sicurezza privata, per cui faceva la guardia giurata.

All’incirca 7 anni fa i primi problemi di salute e la terribile scoperta di essere malato di tumore. La diagnosi dei medici ha segnato l’inizio di una lunga battaglia, con l’amata Valentina sempre al suo fianco a sostenerlo durante i momenti più duri. Ma Bruno non si era lasciato abbattere dalla malattia, conservando l’allegria e la leggerezza che l’hanno sempre contraddistinto. «Sorrideva sempre, nonostante si sentisse male», racconta la moglie, «anche con gli amici e i parenti era sempre positivo e solare. Dai tanti messaggi di cordoglio che mi stanno arrivando tutti lo ricordano così. Io sapevo che lui provava dolore, ma gli altri non lo avrebbero mai detto, perché restava allegro e non lo lasciava trasparire». Bruno era anche altruista e generoso, molto affezionato ai parenti lontani: recentemente avrebbe voluto tornare in Sardegna per assistere lo zio malato, ma la sua salute non glielo ha permesso. Nell’ultimo periodo le sue condizioni si sono aggravate e ad agosto è stato costretto a rimanere a casa dal lavoro; poi le cure hanno gradualmente perso efficacia e mercoledì ha lasciato i suoi cari. «Ha lasciato un vuoto incolmabile», dice Valentina. Una tragedia resa ancora più straziante dall’emergenza coronavirus, che ha impedito ai genitori di Bruno di vederlo un’ultima volta e priverà la famiglia di un funerale “normale” per l’ultimo saluto di domani. —

carlo romeo

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Pubblicato su La Nuova Venezia