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Si accascia a lavoro, muore d’infarto a 30 anni

Luca Gasparin stava ristrutturando il distributore Eni Fratta Nord. Inutili i soccorsi dei sanitari e della Polstrada 

TEGLIO VENETO. Si accascia per un infarto e muore a 30 anni. Il dramma è accaduto ieri a mezzogiorno all’area di servizio di Fratta Nord, al chilometro 456 dell’autostrada A4 in direzione di Venezia, nel comune di Teglio Veneto. La vittima si chiamava Luca Gasparin, 30 anni, di professione operaio e padre di due figli.

Abitava nel Comune di Morgano, in provincia di Treviso. Stava lavorando al cantiere di ristrutturazione, attivo da due mesi, del distributore di benzina Eni Fratta Nord, gestito da Emanuele Minari, quando ha accusato un malore. In quel momento Gasparin assieme a un collega stava intervenendo nei bagni della struttura. Rapidamente è stato dato l’allarme. Prima il collega, poi lo stesso Minari hanno cercato di scuotere il trentenne, ma questi non dava segni di vita. Sul posto sono accorsi un’auto medica dell’ospedale civile di Udine, un’ambulanza di Latisana e una pattuglia della Polizia stradale di Palmanova, che ha garantito la sicurezza nei soccorsi. L’intervento degli operatori del 118 latisanese è stato prolungato. Luca Gasparin non si è più ripreso, e attorno alle 13 è stato dichiarato deceduto. Mentre il collega provvedeva ad avvertire persone vicine alla famiglia, la Polstrada comunicava il decesso “per cause naturali” alla Procura di Pordenone. A ricomporre la salma è stata la ditta Di Luca & Serra. Le pompe funebri latisanesi hanno trasferito la salma all’obitorio di Portogruaro, e nel frattempo la Procura di Pordenone ha concesso il nulla osta, stabilendo la consegna della salma ai familiari, in attesa della sepoltura (i funerali per l’ordinanza sul Coronavirus restano vietati fino a domenica).

La ditta di Morgano, la Onoranze Pignaffo Massimo, ha trasferito in serata il corpo senza vita di Luca dalla città del Lemene al suo paese di residenza. «So che assumeva dei farmaci ma non sono mai andato oltre questa banale curiosità», ha evidenziato il titolare di Eni Fratta Nord Emanuele Minari, «quando l’ho visto per terra abbiamo cercato di fare subito qualcosa, ma non reagiva. Ci è praticamente morto tra le braccia. Io sapevo che lui combatteva con alcune problematiche di salute; so che assumeva dei medicinali, delle pastiglie ma non mi sono mai permesso di chiedere i motivi di questa sua abitudine: erano affari suoi. Ho provato a scuoterlo, ma non mi rispondeva».

Ora sarà dura per tutti ritornare a lavorare a Eni Fratta Nord. Per i colleghi di Luca, e per lo stesso Minari, che tornando alla sua attività rivivrà ogni giorno, per chissà quanto tempi, gli attimi drammatici vissuti nella funesta giornata di ieri. —

Rosario Padovano

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Pubblicato su La Nuova Venezia