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Spinea, il corpo di Mattia Bon trascinato dal Piave dai monti sin quasi alla foce

Identificato con l'esame del Dna il cadavere trovato da un cacciatore a Noventa. Si tratta proprio dell'escursionista scomparso l'11 settembre vicino a Sappada

PRATO CARNICO. Trascinato dalla corrente del Piave dai monti sin quasi alla foce. E' infatti di Mattia Bon, il 45enne di Spinea scomparso sulle Alpi Carniche vicino alla sorgente del Piave, il corpo trovato a Noventa di Piave.

 

 

A seguito delle indagini avviate in occasione del rinvenimento di un cadavere nella golena sul Piave, in via Romanziol di Noventa di Piave, individuato da un cacciatore di passaggio, i carabinieri, partendo dagli scarni elementi raccolti, consistiti solo nell’abbigliamento e dalla conformazione fisica del corpo, hanno identificato, mediante l’incrocio dell’analisi di tutte le denunce di scomparsa di persone del periodo ed il fondamentale successivo riscontro biologico svolto attraverso la tipizzazione del DNA dei famigliari, il corpo in quello di  Mattia Bon, 45enne di Spinea.

 

Di lui non si avevano più notizie dall’11 settembre dello scorso anno ovvero da quando era stata segnalata da parenti la sua scomparsa a Sappada (UD). L’escursionista non era più rientrato presso la casa di villeggiatura da una camminata che voleva effettuare presso il rifugio alpino “F.lli De Gasperi” di Prato Carnico (UD).

 

 

A seguito delle ricerche svolte dopo la sua sparizione, vennero trovati elementi che avevano fatto supporre ai soccorritori che lo stesso volesse proseguire verso il passo dell’Arco e il passo Siera. Ora invece si ha la certezza che sia suo il corpo trovato a Noventa di Piave a fine novembre. La consulenza tecnica effettuata ha altresì permesso di ricondurre la causa del decesso ad annegamento.

 

In pratica il corpo di Bon è stato portato dal Piave dal suo corso alpino fin quasi alla foce.

La salma dell’uomo è stata affidata ai famigliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Pubblicato su La Nuova Venezia