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Ultraleggero cade e prende fuoco un morto carbonizzato e un ferito

Il velivolo è precipitato in un campo di granoturco subito dopo il decollo dall’aviosuperficie Toniatti La vittima è Gianluigi Zanetti di 60 anni che sedeva dietro il fratello Massimo, alla guida dell’aereo



Ultraleggero con due fratelli a bordo cade al suolo e prende fuoco: il bilancio è di un morto carbonizzato e un ferito in gravissime condizioni. Tragedia ieri attorno alle 15 a San Michele al Tagliamento, in località Bevazzana. Un velivolo con a bordo due persone, i fratelli Gianluigi e Massimo Zanetti, rispettivamente di 60 e 56 anni, è precipitato in un campo di granoturco situato in aperta campagna. L’ultraleggero, un modello Ibis immatricolato in Francia, nell’impatto con il suolo ha preso fuoco. Per il passeggero seduto dietro, Gianluigi, non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco partiti dalla caserma di Portogruaro e al lavoro con l’elicottero Drago 81 del comando provinciale. I pompieri hanno prontamente spento le fiamme e messo in sicurezza l’area dell’incidente. Il suem 118 si è precipitato a Bevazzana con l’elisoccorso decollato da Treviso, constatando il decesso del 60enne e prendendo in cura il 56enne Massimo Zanetti. Una volta stabilizzato, il ferito è stato condotto all’ospedale Dell’Angelo di Mestre, dove è stato accolto dai sanitari del trauma team, un’unità operativa appositamente predisposta per l’accoglimento di pazienti critici. L’uomo ha rimediato importanti politraumi, diffusi in varie parti del corpo: le sue condizioni sono gravi.

Si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale mestrino e per il suo quadro clinico saranno decisive le prossime ore. Per il fratello Gianluigi, invece, ogni tentativo è purtroppo stato vano. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri di Bibione, intervenuti sul posto per eseguire i rilievi di legge, pare che l’ultraleggero tandem fosse partito dall’aviosuperficie Toniatti, una struttura che dista circa 200 metri dal luogo dell’impatto, avvenuto nel bel mezzo di un campo di mais che costeggia la strada regionale 74, arteria che conduce alla spiaggia di Bibione. Poi, una volta al cielo, l’Ibis è improvvisamente precipitato. L’allarme sarebbe stato lanciato da un residente, che alla vista delle fiamme ha allertato subito i soccorsi. A guidare il velivolo ci sarebbe stato Massimo Zanetti, mentre il fratello Gianluigi si trovava seduto nel posto dietro e sarebbe rimasto intrappolato all’interno del mezzo, poi schiantatosi al suolo e incendiatosi.

I carabinieri di Bibione hanno raccolto le testimonianze e avviato le indagini, in collaborazione con la polizia locale. Le cause dell’incidente sono ora al vaglio della Procura della Repubblica di Pordenone, che ricevuti i primi riscontri effettuati ieri dai militari dell’Arma ha disposto ulteriori accertamenti per far luce sull’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio potrebbe esserci l’errore di manovra o un guasto all’apparecchio. Il velivolo, distrutto in gran parte, è stato posto sotto sequestro e la salma recuperata dalle onoranze funebri. I due fratelli sono entrambi originari di Porcia, comune del vicino pordenonese. Gianluigi, il più anziano, era giunto a Nordest per trovare il fratello. Residente a Cagliari, era un fisico, operatore al centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna. Quella di ieri doveva essere una giornata di relax e spensieratezza, terminata invece nel peggiore dei modi.

I rilievi da parte delle forze dell’ordine sono andati avanti quasi fino a sera, in una situazione non facile nemmeno per i soccorritori dato il luogo dello schianto, nel bel mezzo di una tenuta di granoturco. Gli operatori hanno dovuto farsi strada, non senza difficoltà, tra fossi e pannocchie, raggiungendo infine l’esatta posizione dell’incidente. —



Pubblicato su La Nuova Venezia