• Home
  •  > Notizie
  •  > Pecchini, dolore e silenzio di prof e studenti

Pecchini, dolore e silenzio di prof e studenti

Ricostruiti dalla Procura gli ultimi istanti di vita del preside: dopo aver ingerito un pesticida ha chiamato una conoscente

Un minuto di silenzio, ieri mattina, nelle scuole superiori di cui era preside, nessuna parola sulla tragedia. Choc in centro storico per la morte di Vittore Pecchini, 57 anni, emiliano d’origine e veneziano d’adozione, dirigente scolastico del Polo Nautico (ovvero gli istituti Fermi, Vendramin Corner, Venier e Cini) e da quest’anno reggente del liceo artistico e del liceo classico e musicale Marco Polo, e che ha deciso di togliersi la vita per motivi non legati al suo lavoro. Un “super preside” che nelle ultime settimane era al centro di un fuoco incrociato di polemiche per la decisione di accorpare tre sezioni del classico. Tanto che per oggi contro questa scelta era stato indetto uno sciopero, subito annullato dopo la tragedia.

A far scattare i soccorsi, sabato pomeriggio in via Lungomare D’Annunzio, è stata la chiamata di una conoscente di Pecchini dopo aver ricevuto la drammatica telefonata dello stesso preside. La corsa all’ospedale con l’idroambulanza del Suem 118 è stata però inutile. Pecchini è stato trovato in stato di incoscienza riverso sul volante del suo camper, parcheggiato sotto casa e chiuso dall’interno, tanto che per soccorrerlo è stato necessario sfondare i finestrini. La morte è sopraggiunta durante il viaggio disperato verso il Civile. Sul sedile del camper, i poliziotti hanno trovato una confezione di nitrito di sodio, composto tossico utilizzato anche nei pesticidi. Ne bastano pochi grammi per provocare la morte nell’uomo. Il pm di turno Stefano Buccini non ha disposto l’autopsia, chiedendo però di effettuare analisi sulla presenza di sostanze velenose nel corpo del preside. Il nulla osta per i funerali dovrebbe arrivare a ore.

Negli ultimi due giorni in città, tanti attestati di stima e cordoglio per Pecchini. Il Vendramin-Corner ha affidato il suo ricordo a un comunicato nel sito ufficiale della scuola. Sfondo nero, poche righe accanto a una foto del preside: «L’intero istituto in tutte le sue componenti manifesta il suo profondo dolore per l’improvvisa scomparsa del dirigente scolastico e si stringe con affetto intorno alla sua famiglia». Una vicinanza condivisa anche dai responsabili dell’istituto tecnico Fermi che in un post su Facebook si dicono «attoniti e profondamente addolorati» per la notizia. Al coro di cordoglio si aggiunge la pagina Facebook “Contro l’accorpamento delle classi al liceo Marco Polo”, nata negli ultimi mesi per far sentire la voce sulla vicenda delle super classi volute dall’ufficio scolastico territoriale. «Siamo toccati profondamente dall’improvvisa scomparsa del dirigente Pecchini. La contrapposizione pubblica non impedisce mai la solidarietà umana», sono le parole affidate ad Emilio Raimondi. Sabato, poche ore prima della tragedia, Pecchini aveva partecipato alle premiazioni della regata interistituti a Sacca Fisola. Una manifestazione sportiva da lui voluta fortemente, come ricordano i rappresentanti dell’istituto Marinelli Fonte. Nel loro messaggio di cordoglio ripercorrono l’ultima apparizione pubblica: «Lui in prima persona ha spinto fortemente affinché il nostro Istituto partecipasse alla manifestazione con due equipaggi, anziché uno. Ha cercato di improntare la regata all’insegna della correttezza e della leale competizione, promuovendo il fair play e la più ampia diffusione possibile della voga alla veneta tra i giovani. Proprio sabato mattina era in prima linea a premiare i regatanti e a far festa con ciascuno di loro». Ed i rappresentanti degli studenti del liceo Polo: «Al di là di tutti i conflitti pienamente istituzionali, politici, ma mai umani o prettamente personali, è un forte dispiacere osservare come, nonostante il momento fortemente tragico, molte testate giornalistiche ed anche opinioni diffuse suggeriscano un passaggio logico tra lo sciopero e l’accaduto. Ci auguriamo che l’intera comunità scolastica si possa muovere unita per mostrare e dimostrare la sua vicinanza ai familiari e di non dimenticare che, per quanto la conflittualità fosse accesa, è stato il nostro preside». —

Pubblicato su La Nuova Venezia