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Morta in autostrada, la 45enne cercava lavoro a San Donà

Deborah Liberati viveva con il fratello e lascia due figli di 9 e 14 anni. Ancora al vaglio della Polstrada la carambola in A4 che ha coinvolto 4 vetture

SAN DONA'. Stava andando a un colloquio di lavoro Deborah Liberati, la 45enne che nella prima serata di sabato ha perso la vita nel tragico incidente che si è verificato sull’A4, tra i caselli di Meolo e San Donà, in direzione Trieste. La donna, che risiedeva a Meolo da un paio di mesi, lascia due figli di 9 anni e 14 anni.

Lo schianto, la cui controversa dinamica è al vaglio della polstrada, ha coinvolto quattro vetture, di cui una Toyota che si è ribaltata. L’impatto è stato così violento che l’utilitaria di colore rosso su cui viaggiava Deborah Liberati si è trasformata in un groviglio informe di lamiere. Nell’incidente sono rimaste ferite quattro persone. Nessuna di loro è in pericolo di vita. Nonostante i soccorsi tempestivi, invece, per la 45enne non c’è stato nulla da fare. Originaria del Napoletano, Deborah Liberati si era trasferita con la figlia a Meolo lo scorso dicembre.

A ospitarla il fratello Pietro e la sua famiglia. I Liberati sono una famiglia numerosa, stimata e molto unita. Di sei fratelli, uno solo ha scelto di rimanere nel Napoletano. Gli altri da tempo si sono trasferiti in Veneto. Già in passato la stessa Deborah Liberati aveva trascorso alcuni periodi a Meolo. Ma poi scelte lavorative e personali l’avevano spinta a trasferirsi altrove. Fino a dicembre aveva abitato in Toscana. Poi i fratelli l’avevano convinta a spostarsi a Meolo, così da stare tutti insieme. In due mesi Deborah Liberati aveva iniziato già a costruirsi una nuova vita, insieme alla figlia. Aveva preso la residenza a Meolo e si era messa subito all’opera per cercare una nuova occupazione.

In vista della stagione estiva, aveva già ricevuto delle proposte per lavorare nei campeggi a Jesolo. E sabato sera, quando si è verificato il tragico incidente, stava andando a un colloquio di lavoro per una prova in un’attività della ristorazione. Doveva andare verso San Donà, ma conosceva ancora poco le strade del territorio e così, per non rischiare di perdersi, aveva detto al fratello che preferiva prendere l’autostrada. «Mia sorella era una guerriera. Non si arrendeva mai. Qualsiasi cosa succedesse, non si perdeva mai d’animo», ricorda il fratello Pietro, «era una grande lavoratrice. Ma il destino le è stato beffardo. Proprio ora che si stava inserendo in questa nuova realtà e finalmente eravamo tutti insieme».

Chi l’ha conosciuta, la descrive come una donna solare e di gran cuore, sempre disponibile con tutti. I funerali si svolgeranno a Meolo. Ma per fissare la data sarà necessario attendere il nulla osta della Procura competente, che in questo caso dovrebbe essere quella di Treviso. L’incidente, infatti, è avvenuto in località Pralongo di Monastier, nel breve tratto tra Meolo e Noventa in cui l’A4 attraversa il territorio trevigiano. —

Pubblicato su La Nuova Venezia