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Musigna è stato fulminato da un infarto

CAORLE. Un infarto fulminante ha segnato la sorte di Mario Rossetti, detto Musigna prima ancora del violento impatto alla nuca avuto subito dopo essere caduto dalla scala: è stato questo l’esito dell’...

CAORLE. Un infarto fulminante ha segnato la sorte di Mario Rossetti, detto Musigna prima ancora del violento impatto alla nuca avuto subito dopo essere caduto dalla scala: è stato questo l’esito dell’autopsia fatta ieri dall’anomopatologo Antonello Cirnelli, sulla salma dell’uomo, morto venerdì all’interno dei cantieri navali di Caorle. Mario, persona molto amata e stimata da tutti all’interno della Comunità per le sue innumerevoli attività artistiche e le sue iniziative a favore della tradizione locale, ha avuto un malore mentre saliva sulla scala di una barca ricoverata nei cantieri, a pochi metri dalla sua famosa motonave da gite “Arcobaleno”.

«Stava aspettando gli ispettori per la sicurezza antincendio con i quali aveva appuntamento per il cambio degli estintori», ha raccontato ieri il figlio Daniel, «ma già il giorno prima mi aveva parlato della sua curiosità nel visitare la vicina imbarcazione ed esaminare il risultato di un lavoro condotto al suo interno pochi giorni prima». La sfortuna ha voluto che in quel momento Mario fosse da solo nel cantiere, e infatti il suo corpo è stato ritrovato dal capocantiere a seguito di un casuale avvistamento. Ora si attende solo il nullaosta del magistrato per disporre la data delle esequie di Mario Musigna mentre tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia distrutta dal dolore. Non solo Caorle piange questo lutto: il Gabbiano Solitario (suo nome d’arte) era conosciutissimo anche oltralpe grazie alle sue gite turistiche estive sulla laguna di Caorle, nel mondo dell’arte e della poesia, vocazioni che però, Mario, aveva deciso di abbandonare per dedicarsi alla sua famiglia, soprattutto ai due nipoti avuti dalla figlia Stefania. Anche la squadra del Basket Caorle, di cui Mario era fisioterapista, oggi giocherà portando il lutto.

Gemma Canzoneri

Pubblicato su La Nuova Venezia