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«Un faro in lontananza poi c’è stato solo il buio»

Il magistrato di turno, dopo aver fatto prelevare dal medico legale i liquidi biologici dai due cadaveri, metterà a disposizione dei famigliari le salme per la cerimonia funebre. Quindi nessuna...

Il magistrato di turno, dopo aver fatto prelevare dal medico legale i liquidi biologici dai due cadaveri, metterà a disposizione dei famigliari le salme per la cerimonia funebre. Quindi nessuna autopsia sui corpi di Rudy Rizzo, 43 anni e dell’amico Daniele Mori, (42) il primo di Mira, il secondo di Marghera. I due che viaggiavano su uno scooter Yamaha TMax, si sono schiantati sabato notte lungo via della Stazione a Ca’ Sabbioni.

Stando alla ricostruzione fatta dai vigili del Reparto Motorizzato che hanno sentito diversi testimoni alla guida della moto c’era Daniele Mori. In seguito all’incidente causato, forse, dall’alta velocità uno dei due ha sbattuto contro il guard-rail che costeggia la strada e l’altro contro un palo della pubblica illuminazione. In quel momento in via della Stazione a Ca' Sabbioni c'era nebbia a banchi.

Lo scooter proveniva da Marghera e viaggiava in direzione della regionale Padana. All'improvviso lo schianto, lo scooter ha sbandato ed è finito contro un palo della pubblica illuminazione. Le due persone che viaggiavano in sella allo "Yamaha TMax 500" sono state scaraventate contro il palo e il guard-rail e poi sono cadute a terra, lontano dalla moto. Nonostante il casco sono morte sul colpo. Si tratta di Rudy Rizzo, 43 anni, via Alberoni 43, Oriago di Mira e di Daniele Mori, 42 anni, via Cristo Lavoratore, 54, Marghera.

Per i rilievi sul posto sono intervenuti i vigili urbani del Reparto Motorizzato. L'incidente è avvenuto intorno a mezzanotte e mezzo di sabato. Gli unici testimoni dell'incidente sono gli occupanti di una vettura che in quel momento percorreva via della Stazione in direzione contraria a quella della moto. Hanno spiegato agli agenti del Reparto Motorizzato di aver visto inizialmente, in lontananza, il faro di una moto che procedeva veloce verso di loro. All'improvviso è sparito. Fatte alcune centinaia di metri si sono trovati davanti a una scena agghiacciante: la moto a terra in mezzo alla strada, pezzi sparsi ovunque e a una ventina di metri di distanza i corpi di due motociclisti. Il conducente dell'auto si è fermato.

Gli occupanti dell'auto hanno prestato i primi soccorsi ai due uomini a terra. Hanno capito che c'era ben poco da fare. Chiamati i soccorsi sul posto sono arrivate l'auto medica e due ambulanze del Suem. Il medico non ha potuto far altro che constatare la morte dei due. Inutile ogni tentativo di far ripartire il loro cuore. Sono morti per i gravi traumi riportati nello scontro. Per i rilievi sono intervenuti i vigili urbani del Reparto Motorizzato. Stando alla loro prima ricostruzione il conducente della moto ha perso il controllo forse per colpa della velocità e del fatto di essersi trovato davanti, all'improvviso, un banco di nebbia. La moto ha, quindi, sbandato a destra ed è finita contro il palo dell'illuminazione pubblica. (c.m.)

Pubblicato su La Nuova Venezia