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Mira, non risponde alle chiamate degli amici: 42enne trovato morto sulla scrivania

Andrea Gobbi, originario della Riviera, lavorava come operaio nel Vicentino. Il decesso due giorni prima

MIRA. Operaio metalmeccanico di 42 anni originario della Riviera ma domiciliato a San Vito di Leguzzano, nel Vicentino, dallo scorso mese di luglio e proveniente da Schio, trovato morto in casa. Probabilmente il decesso è avvenuto due giorni prima del rinvenimento. Il dramma è avvenuto nel paese della provincia berica ed è stato scoperto dopo che la vittima non rispondeva al telefono.

Andrea Gobbi, 42 anni, viveva solo e lavorava alla Comi di Schio. Era nato ed era cresciuto in Riviera, mentre l’unica sorella risiede in provincia di Padova.

Dopo averlo chiamato più volte al cellulare senza ottenere risposta, martedì pomeriggio due amici si sono presentati alla porta del suo piccolo appartamento situato al primo piano. Dopo aver suonato insistentemente ma inutilmente al campanello, hanno chiamato l’ambulanza ed i carabinieri della stazione di Schio che sono giunti intorno alle 17.

Entrati nell’abitazione, i militari hanno trovato Gobbi riverso sulla scrivania, colto da probabile infarto. Dopo qualche ora la salma è stata ricomposta e recuperata da un’impresa funebre. I vicini di casa lo descrivono come una persona educata e discreta che si preoccupava di non recare disturbo. Dopo due settimane di ferie, la scorsa settimana era rientrato regolarmente al lavoro.

«L’ho visto per l’ultima volta sabato mattina quando gli ho presentato mio figlio Giuseppe», racconta ancora scossa la vicina di casa Pia Pozzolo, «e l’ho invitato a prendere un caffè. Era un po’ pallido e domenica i vicini l’avevano sentito tossire insistentemente ma nulla faceva presagire al peggio. Il mio orto confina con il suo e così ho avuto modo di parlargli più volte. Andrea mi ha raccontato che stava sistemando la cucina».

«Quando martedì, rientrando a casa dopo la messa delle 19, ho visto tutto quel trambusto davanti al suo portone», conclude la signora Pia, «sono rimasta molto male e il mio ricordo è andato a circa tre anni fa quando, nello stesso cortile e in circostanze analoghe, è stato trovato morto un altro vicino di casa».

Pubblicato su La Nuova Venezia