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Malore improvviso in casa a Portogruaro, stroncata mamma di 49 anni

Barbara Magro conviveva da tempo con alcuni problemi di salute, aveva due figli. Sabato nulla ha potuto fare il personale del 118. Lunedì il rosario, martedì le esequie

PORTOGRUARO. Tragedia sabato nella periferia portogruarese, muore ad appena 49 anni Barbara Magro in Nogarotto. Da 4 anni circa la donna conviveva con uno stato di salute precario, ma questo non le impediva di condurre una vita normale. Il decesso è arrivato improvviso, lasciando sotto choc i familiari e chi la conosceva. Il malore ha colpito Barbara Magro nella sua abitazione in via Valladis. Quando sono arrivati i soccorsi, già non c’era più nulla da fare. La donna viveva con il marito Alfio Nogarotto ed era madre di due figli ancora giovani.

Era una persona che conduceva una vita riservata. Frequentava il centro di Santa Rita, a Portogruaro Nord, soprattutto nelle occasioni di festa. La ricordano con affetto anche nella vicina parrocchia che ospiterà domani mattina i suoi funerali. «Conviveva da 4 anni con alcuni problemi di salute importanti», ricordano il sacerdote e i parrocchiani, «Era una persona di buon cuore, molto affezionata alla sua famiglia. Era una donna che aveva grande personalità e che mancherà a tutto il quartiere».

La morte, pur improvvisa, è stata provocata da cause di carattere naturale. Il nulla osta è già stato preparato e i riti di addio sono stati fissati. Lunedì, con inizio alle 18, verrà recitato il rosario in suffragio nella chiesa di Santa Rita, mentre martedì, con inizio alle 10.30, saranno celebrati i suoi funerali. Al termine delle esequie, la salma verrà trasferita per la successiva cremazione. Ad annunciare la morte prematura di Barbara Magro sono, oltre al marito Alfio, i figli Maria e Igor, il fratello Fabio, le sorelle Fabiola e Monica e numerosi altri parenti. Portogruaro si prepara a dare l’addio a una donna forte e coraggiosa, che ha saputo affrontare i suoi problemi in modo dignitoso, venendo strappata alla vita e all’affetto del marito e dei figli da un destino infausto. 

Pubblicato su La Nuova Venezia